Commander Leviathan: How to control with “Kess, Dissident Mage”!

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Un primo punto sul Leviathan:

Buongiorno a tutti, sono Flavio Neri e oggi sono qui per parlarvi di Commander e, più nel dettaglio, di Leviathan.

Il leviathan è attualmente il formato cartaceo di commander più giocato nel mondo, ed è un formato 1v1 con una propria banlist, che differisce da Mtgo. Questo formato, nato ormai un anno fa a seguito di una scissione interna del vecchio Duel commander, sta passando ora il suo momento di maggior varietà grazie a due bei prodotti di mamma wizard, ovvero Commander 2016 e 2017.
In queste due espansioni sono stati rilasciati rispettivamente i Commander con meccanica “Partner” e la coppia “Edgar/Arahbo”:
– i primi hanno portato grande varietà nel formato dando ai molti la possibilità di giocare archetipi ormai passati di moda, (midrange, aggro, tollbox, stax e il “simpatico” land denial) anche se è stato necessario passare per il ban di un “bug di sistema” chiamato “Vial Smasher the Fierce”;
– i secondi invece hanno aiutato molti nuovi giocatori ad affacciarsi a questo formato, (normalmente di difficile accesso per i costi elevati di molte carte) portando inoltre una fresca ventata di aggrodeck in un formato dominato da archetipi control.
Magic è un gioco in cui adattarsi al meta è importantissimo e, soprattutto in un formato senza side come il Leviathan, spesso risulta decisiva la scelta di deckbuilding dopo un’attenta osservazione del meta.
Proprio per questo ho scelto di parlarvi di un generale che ha la capacità di fornirci il doppio delle risorse per contrastare i mazzi avversari, ovvero: “Kess, Dissident Mage”!

What about Kess?

Partiamo dall’analisi della carta stessa: Kess scende in campo a costo 4 (1URB) come ¾ volante; di per sè non sarebbe male, tuttavia ha anche il seguente effetto: “Durante ogni tuo turno, puoi lanciare una carta istantaneo o stregoneria dal tuo cimitero. Se una carta lanciata in questo modo sta per essere messa nel tuo cimitero in questo turno, invece esiliala.”
Sembrerebbe una cosa da poco… un istant o una sorcery a turno non può cambiare più di tanto le sorti di una partita… se non fosse che giocare il nostro turno con tutto il cimitero in “mano” risulta spesso determinante sull’esito del match!
In tal modo le risorse tenderanno a non esaurirsi fintanto che avremo il caro generale al nostro fianco e abbastanza carte nel cimitero per supportarlo.
Ma un mazzo Kess vanta svariate possibilità di deckbuikding(storm/control/combo/burn); questa volta ci concentreremo sull’analisi della sua versione più “controllosa”:

Full Decklists!!!


Let’s do the timewarp again!

La nostra è una versione control quasi “creatureless” (fatta eccezione per snapcaster mage), in cui il top di curva è rappresentato da 4 “take an extra turn” effect: Time warp, Capture of Jingzou, Temporal Manipulation e Walk the Eons. Con i suddetti fantastici 4 amici e grazie all’abilità del nostro generale, possiamo creare una catena in cui giocare un turno extra di mano + tutore dal cimitero per andare a prendere un nuovo turno extra nel nostro deck e così via… fino ad esaurimento scorte!
Nel frattempo attaccando con kess proveremo a chiudere di danni da generale o ad aumentare le risorse nella nostra mano e diminuire quelle del nostro avversario, per metterlo in una brutta situazione qualora si trovasse di nuovo a giocare il suo turno!

 

A confluence of power!

Scendendo in curva troviamo le due “Confluenze”:
– Mystic Confluence, spell ormai radicata nel formato (possibilità di pescare 3 o pescare e counterare o pescare e “pulire” il board, o fare la spesa e spicciarti casa, etc…)
– e Fiery Confluence, carte che col tempo ha acquisito maggiore valore nel formato grazie alla possibilità di arginare e rallentare un generale molto usato come Breya o, nel nostro mazzo, di convertirsi in una palla di fuoco da 12! Inoltre ci dà la possibilità di rimuovere eventuali mana dork e/o artefattini fastidiosi nello stesso turno combinando i suoi effetti .
Altre due carte degne di menzione, che rientrano in questa fascia di mana, sono Ordine criptico (su cui non credo di non dover spendere parole) e Mystical Teachings, ottimo tutore a velocità istant che ci da accesso a tutte le risposte di cui avremo bisogno.

Ops I killed it again!

Nelle fasce di mana sottostanti troviamo il comparto rimozioni e counter, tra i quali le scelte più singolari sono rappresentate da Kolaghan’s Command, carta efficiente in tutte le situazioni, e Fire covenant, un simpatico removal che ,a discapito dei nostri punti vita, ci permette di ripulire il board da creature problematiche o possibili mana dork.
Infine, abbiamo trovato spazio a due Wrath-effect che possono anche fungere da chiusura: Earthquake e Rolling Earthquake.

 

 

Migliorare la qualità della vita…

Scendendo ancora di più verso il basso della curva, troviamo:
– i cantrip (ancora legali in Leviathan), come Preordain Brainstorm e Ponder, che ci aiutano a sistemare la pescata e lanciati dal cimitero, fanno anche vantaggio carte;
– gli scartini tipo Thoughtseize o Inquisitions of Kozilek , che se fatti 2 volte di fila grazie al nostro generale possono risultare devastanti, per non parlare di Hymn to Tourach…;
– e i “Botti” tra i quali Lightning Bolt e Chain lightning fungono da esempio. Questi possono essere cheap-removal o diventare gli ultimi danni che ci servono per vincere la partita.

 

You will never Walker alone!

Ma il nostro deck non è solo un lungo elenco di spell da poter iterare con il nostro generale, abbiamo anche delle chiusure.
“Chi sono?”
“Ovvio, i nostri amati Planeswalker!”
“Ma tra tutti quelli disponibili nei nostri colori quali e quanti abbiamo scelto di giocare?”
Anche per tenere bassa la curva del mazzo la nostra lista si limita a giocarne 4:
– Jace, The Mind Sculptor, carta fortissima con tantissime utility: può liberarci di un blocco o di una creatura problematica sul campo, sistemarci mano e pescata o aiutarci a capire cosa sta per pescare il nostro avversario neutralizzando eventuali topdeck.
– Chandra Torch of Defiance, si è già ritagliata un ruolo da protagonista in altri formati (spesso entrandovi a gamba tesa). A volte ci fa giocare una spell in più o strappare un paio di danni, ci fornisce qualche mana per rampare e quando siamo alle strette con il –3 possiamo risolvere qualche impiccio;
– Liliana of the Veil, scarta ad entrambi preziose risorse che poi noi possiamo riutilizzare dal cimitero e funge occasionalmente da removal;
– Dack Fayden, fa un’ottima hand quality e può rubare uno dei tanti artefatti che popolano il formato.
Inoltre questi 4 Walker hanno delle ottime Fatality che rappresentano una maniera alternativa per chiudere le nostre partite e… sono anche più facili da raggiungere incatenando i nostri tanto amati turni extra!

Non farlo è umano, tutorare è diabolico

Chiudiamo la nostra deck tech con una menzione speciale per i tutori :
Demoniaco non è una scelta opzionale, dove si gioca il nero spicca sempre una sua copia! Altresì un posto se lo giocano Tainted Pact e Lim-Dul Vault, la prima, al misero costo di 1 punto vita, ci permette di scegliere tra le prossime 5 carte del nostro mazzo mentre la secnonda ha il vantaggio di darci esattamente quello che vogliamo costringendoci però a rinunciare a tutto ciò che esilieremo durante la ricerca. Tra i due non c’è una scelta obbligata e, volendo, l’uno non esclude l’altro.

 

Per concludere…

Kess è senz’altro uno dei mazzi più forti nel panorama del Leviathan attuale ma, anche se sono in molti a gridarne il ban, statisticamente nelle top dei vari tornei non vi è una sua predominanza.
Questo non toglie che avere nelle nostre mani la possibilità di raddoppiare l’efficacia di tutte le proprie risorse non è cosa da poco e scegliere di giocare Kess come generale potrebbe portare in breve tempo ad ottimi risultati, anche se è un mazzo che richiede un’ottima conoscenza del formato e molta pratica.
Per finire ricordate sempre che una delle bellezze del gioco è la libertà di deckbuildare il proprio mazzo come meglio si addice a voi!
Per cui, prendete spunto da quanto letto in questo articolo e non esitate a creare il vostro Kess!

Flavio Neri, durante un momento d’intensa introspezione culturale.