Warhammer End Times: la Fine di un’Era

566 views
1

Due anni or sono il mondo del wargame fantasy veniva scosso da un evento assolutamente unico: il Vecchio Mondo, l’ambientazione dove per due decenni avevano combattuto gli eserciti di Warhammer Fantasy Battle, veniva distrutto. Una scelta coraggiosa della Games Workshop, che voleva così ridare vita a uno dei suoi prodotti più celebri lanciando così la nuova serie Warhammer Age of Sigmar.

La storia della fine del Vecchio Mondo è epica e decisamente degna di un luogo immaginario così importante: ripercorriamola qui in cinque capitoli, come cinque erano i libri che l’hanno narrata, per sapere cosa è successo prima dell’avvento degli Stormcast e l’inizio dell’Età di Sigmar

CAPITOLO 1: NAGASH

Dopo secoli di preparazione, le forze del Caos hanno finalmente abbastanza potere per poter dichiarare l’attacco finale al Vecchio Mondo, grazie soprattutto alla spietata leadership di Archaon, il prescelto Eterno. Le avanguardie della sterminata armata, per lo più seguaci di Khorne, portano la rovina nelle terre degli Elfi Oscuri, i Demoni devastano l’Ulthuan e i regni minori, come il Kislev, vengono semplicemente spazzati via.

Non soltanto i vivi cercano però di opporsi al dominio del Caos: Mannfred Von Carstein, erede della potente famiglia di Vampiri, complotta con Arkhan il Nero per riportare su questo mondo il più potente Necromante mai esistito, Nagash, il vero e unico padre della Nonmorte. Nonostante gli sforzi degli Alti Elfi e dell’Impero, il rituale viene compiuto e Nagash torna a calpestare il mondo: la sua resurrezione è però imperfetta, visto che difetta del quantitativo richiesto di sangue divino (la figlia del re Fenice, usata nel rituale, è infatti segretamente figlia del principe Tyrion) e il potere del Grande Necromante è quindi insufficiente per contrastare Archaon. Nagash deve aumentare il suo potere prima della battaglia contro il Caos, e per prendere tempo dà vita all’ordine dei Mortarchi, un’unione di potenti signori della Nonmorte ai suoi comandi, fra cui Vlad Von Carstein, morto da secoli e primo del suo nome, unico Vampiro a poter creare un’alleanza con l’Impero grazie al suo carisma senza pari.

Lasciando Vlad e altri a guadagnare tempo, Nagash fa rotta per Khemri, nei deserti del sud, per affrontare il suo più antico nemico: Settra l’Imperituro, il più potente dei Re dei Sepolcri, che un tempo era il suo stesso signore. La lotta fra i due signori della Nonmorte è titanica ma alla fine Settra soccombe: Nagash si riappropria della sua Piramide Nera, fonte di gran parte del suo potere, e del controllo di ogni Nonmorto esistente. Con un esercito ora smisurato e saturo di magia d’Ametista, il Sommo Necromante si dirige a nord, pronto a sfidare gli Dei stessi. Settra, lasciato da solo nel deserto, il corpo spezzato ma lo spirito immortale, si trova riportato a nuova vita da una forza misteriosa…

CAPITOLO 2: I GLOTTKIN

Mentre Nagash porta avanti i suoi piani, Archaon non resta certo in disparte: incapace di superare il Bastione Aureo, una muraglia di pietra e magia innalzata dai Maghi Imperiali, manda via mare una delle sue armate più potenti, la Flotta della Peste di Nurgle. La ributtante armata ha alcuni dei Campioni più potenti al suo interno: il signore del mare Gutrot Spume, i Cavalcavermi (tre terribili compagni a cavallo di mostri marcescenti), ma soprattutto il trio di fratelli noto come i Glottkin: Otto il guerriero, Ethrac lo stregone e Ghurk, il mostruoso gigante deforme che cavalcano in battaglia.
Le forze di Nurgle attaccano Marienburg, porto di importanza vitale, e lo devastano; passano poi a distruggere Talabheim e infine si dirigono a Altdorf, capitale dell’Impero. Qui un’insolita alleanza di Imperiali, Bretoniani e Nonmorti, guidata da Vlad, riesce a organizzare una disperata resistenza che vede però la morte di re Louen Cuor di Leone. Quando tutto sembra perduto, l’Imperatore Karl Franz in persona ricompare, sfidando a duello il mostruoso Glottkin: quest’ultimo sembra avere la meglio, ma proprio quando sembra finita una cometa si abbatte su Karl Franz, rinvigorendolo e dotandolo del potere del fulmine stesso. L’Imperatore abbatte il mostruoso avversario e manda in rotta le sue legioni, e il popolo gioisce credendolo Sigmar reincarnato!

Ma sarà davvero così? In realtà, dietro l’inaspettata salvezza degli Uomini c’è molto, molto di più…

CAPITOLO 3: KHAINE

L’attacco del Caos ha messo in ginocchio i regni degli Elfi. I Demoni sono sguinzagliati sull’isola dell’Ulthuan, e molte città cadono distrutte. Finubar, il Re Fenice, viene trovato morto nelle sue sale, forse suicida. Il potere viene quindi messo nelle mani di Tyrion, il potente protettore di Alarielle, la Regina Eterna, di cui è segretamente amante. La sorte della loro figlia, sacrificata da Mannfred per riportare Nagash in forze, pesa come un macigno sulla nobile fronte dell’Elfo.

La guerra civile fra gli Elfi è senza quartiere e devastante: a migliaia muoiono difendendo la propria casa o provando a conquistarla. Cosa ancora più stupefacente, durante le continue lotte un oscuro segreto viene rivelato: Malekith, considerato un usurpatore e un malvagio, è in realtà il vero erede di Aenarion, il padre del popolo elfico. La sua ascensione è stata fermata millenni fa da un complotto di palazzo e da Aenarion, Dio supremo degli Elfi, che ha voluto testare la forza del figlio. Malekith viene quindi incoronato nuovo Re Eterno, ma non tutti riconoscono la sua autorità: in particolare Tyrion, folle di dolore e con tutte le sue certezze in crollo, decide di osare l’impensabile dirigendosi sull’Isola Maledetta per estrarre la Spada di Khaine, l’arma di Aenarion stesso, considerata la più potente e terribile arma degli Elfi. Tyrion diventa così l’Araldo di Khaine, il Dio dell’Omicidio, e i più crudeli e sadici degli Elfi lo seguono assetati di gloria e carneficina.

Mentre fratello uccide fratello, un solo Elfo sembra voler combattere per salvare il mondo dalla minaccia del Caos… a qualunque costo. Teclis, Custode del Sapere degli Alti Elfi, ha un piano: liberare gli otto Venti della Magia per creare gli Incarnati, mortali dal potere semidivino abbastanza potenti da affrontare i Poteri Perniciosi. Il rituale avviene mentre Tyrion e Malekith portano le loro armate allo scontro finale. Teclis libera i Venti, accorgendosi che Nagash ha già prosciugato quello della Morte. Tiene la Luce per sè e dona a Malekith l’Ombra, mentre Alarielle diventa l’Incarnato della Vita. Purtroppo però il potere scatenato è talmente vasto che nemmeno l’Arcimago può contenerlo, e gli altri Venti fuggono ognuno per la sua strada: l’Empireo raggiunge Karl Franz proprio mentre sta lottando contro il Glottkin, fornendogli la forza per vincere, e gli altri si disperdono.

Devastata dalle forze in atto, l’Ulthuan affonda. Gli ultimi Elfi, ora uniti sotto la guida di Malekith che ha apparentemente ucciso Tyrion, si spostano nella foresta di Athel Loren, dai loro parenti Elfi Silvani.

Gli Elfi sono stati decimati, ma perlomeno sono uniti. E ora le forze dei mortali hanno un’arma in più…

CAPITOLO 4: THANQUOL

Con l’attacco del Caos, è il momento perfetto per gli Skaven di compiere il loro piano: la conquista finale e totale del mondo! I folli Uomini Ratto danno il via ai loro piani più osceni, fra cui il bombardare Morrslieb, la luna del Caos, per farla a pezzi e ricevere enormi quantità di Warpietra dallo spazio.

Aiutati dai potentissimi Vermin Lords, i Demoni Ratto la cui presa sulla realtà è ora molto più forte, gli Skaven lanciano un attacco senza pari: i regni dei Nani vengono devastati e re Thorgrim, dopo aver ucciso il potente capoguerra Queek Mozzateste, viene assassinato a tradimento. Il re sarebbe probabilmente sopravvissuto se avesse accettato di divenire l’Incarnato di Chamon, il Vento del Metallo, ma la sua natura caparbia lo porta a rifiutare l’aiuto sovrannaturale. Stessa decisione non riguarda invece il Re Sventratore Ugrim Pugnodiferro, che accetta il Vento del Fuoco solo perchè convinto che sia il desiderio di rivalsa dei suoi antenati. Grazie a questo nuovo potere riesce a condurre il suo popolo in alcune vittorie, ma il regno dei Nani viene comunque devastato e solo in pochi riescono a fuggire nelle terre dell’Impero.

Gli Skaven invadono inoltre con successo i regni degli Uomini Lucertola, nell’afosa giungla di Lustria. I guerrieri a sangue freddo combattono fino all’ultimo, ma i loro sforzi sono inutili. Piegati da un numero di nemici pressochè infinito, gli Uomini Lucertola danno inizio all’Esodo: le loro enormi ziggurat si alzano in volo, trasportando con se una parte del popolo a scaglie, mentre i più potenti Slann Maghi Sacerdoti restano a organizzare un’ultima vendetta: la terra di Lustria viene sommersa dall’oceano, rendendo la vittoria Skaven un inutile trionfo di Pirro.
Nonostante la strenua difesa delle armate Imperiali capitanate da Valten, il guerriero prescelto da molti considerato reincarnazione dello stesso Sigmar, la città cade; egli viene ucciso e Ghal Maraz, il sacro martello simbolo dell’Impero, catturato dal Prescelto Eterno.

La vittoria sembra ormai una speranza nella polvere, ma forse…

CAPITOLO 5: ARCHAON

Il Vecchio Mondo brucia. I regni degli Elfi sono distrutti. Il popolo dei Nani spazzato via. L’ultima speranza di vittoria è ad Averheim, l’ultima città Imperiale in piedi dove Nani, Bretoniani e Uomini sono radunati sotto l’egida di Karl Franz. Ma Archaon ha ancora una carta da giocare: scatena le legioni di Khorne, capitanate dal possente demone Ka’Bhanda, che mettono a ferro e fuoco l’ultimo avamposto. Le forze dell’Ordine riescono a fuggire solo grazie al sacrificio di Ugrim e al ritorno di Balthasar Gelt, potente mago Imperiale caduto in disgrazia e ora Incarnato del Metallo.
Senza più speranza di vincere da solo, anche Nagash si decide finalmente a collaborare con quello che resta delle forze dei vivi. Dopo svariate battagli e difficoltà gli otto Incarnati si riuniscono: Alarielle, la Vita. Malekith, l’Ombra. Nagash, la Morte. Balthasar Gelt, il Metallo. Tyrion, riscattatosi dopo la sua follia, La Luce. Karl Franz, l’Empireo. Caradryan, capitano della Guardia della Fenice elfica, il nuovo Fuoco. E Grimgor Pellediferro, il più potente degli Orchi, che incarna il Vento delle Bestie: quest’ultimo raduna tutte le forze più bestiali del Vecchio mondo dando vita a una alleanza fra Orchi, Goblin e Ogre. Karl Franz ormai non è più solo un uomo, ma la reincarnazione dello stesso Sigmar: lo spirito del dio era infatti stato diviso in due da Tzeentch, ma ora viene restaurato nell’Imperatore degli uomini, in quello che è l’unico essere in grao di contrastare il Prescelto Eterno.

Mentre i due esseri semidivini si affrontano, Teclis inizia un ultimo disperato rituale per sigillare le forze del Caos. Vecchi nemici stringono alleanze disperate, e persino lo stesso Settra, riportato in vita dagli Dei del Caos per abbattere Nagash, si libera del loro gioco unendo le sue forze a quelle del Grande Necromante.

Purtroppo, un tradimento finale cancella le ultime speranze: Mannfred Von Carstein, ultimo Vampiro rimasto, decide di cedere al richiamo del Caos e squarta Balthasar alle spalle, interrompendo l’incantesimo e facendo si che il contraccolpo uccida Teclis. Tutto è perduto: Sigmar e Archaon continuano a scambiarsi colpi, ma presto il Vecchio Mondo cade interamente sotto l’influsso del Caos e ne viene del tutto consumato. In pochi istanti, o forse nello spazio di un’eternità, tutto viene distrutto, corrotto e infine polverizzato.
Quando gli Dei del Caos, soddisfatti, si voltano per andare a ricominciare il Grande Gioco su un differente pianeta, non si accorgono di un’ultima scintilla rimasta, legata allo spirito di un uomo.

Si, questi sono i Tempi della Fine.
Ma anche quelli di un nuovo inizio.