American Jesus: il nuovo Messia

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Mark Millar: concept fantastici e dove trovarli.

Gesù è rinato ed è americano. E, stavolta, è anche nero. E donna. E vive tra i bifolchi. E non vuole essere il Messia.
Mark Miller riprende un suo vecchio concept e lo ribalta in un sequel totalmente indipendente dal primo volume. Millar, il re dei re dei concept.

Cosa succederebbe se un ragazzino nerd si mettesse una tutina attillata per combattere il crimine? Eccovi Kick-Ass. Come sarebbe cambiato il mondo se la navetta di Superman fosse atterrata in Ucraina anziché in Kansas? Eccovi Superman Red Son.

Quando si tratta di concept, Mark Millar è un grande. Forse uno dei più grandi. Non è un caso se le sue storie a fumetti attirano spesso l’attenzione dei produttori cinematografici. E non è un caso se, quando si parla dei suoi fumetti, non ci si sofferma mai troppo sull’intreccio della storia, quanto piuttosto sull’idea di partenza. Perché sì, Mark Miller è innanzitutto un venditore di idee. E di sé stesso.

Il primo volume di American Jesus, del 2004, non fece eccezione: cosa accadrebbe se un dodicenne americano scoprisse di essere la reincarnazione di Gesù?

Anche in questo caso, fu un concept vincente e ben sviluppato, con idee interessanti, colpi di scena azzeccati e una critica alla religione e alla politica americana che non sfociano mai nella blasfemia o nella grezza provocazione fine a sé stessa.

Dopo anni, Mark Miller e il disegnatore Peter Gross riaffrontano il tema con il sequel American Jesus: The New Messiah, cambiando parzialmente l’approccio.

Il volume inizia trasponendo nella Harlem degli anni ’70 la storia di Maria, Giuseppe e l’immacolata concezione. E poi, finalmente, succede: Gesù è una diciottenne donna, figlia di una latina e di un afroamericano, e vive in una fattoria-fortezza dove un gruppo di complottisti religiosi la venera e la protegge da fantomatiche forze del male che, fino ad ora, non si sono mai fatte vive.

Un personaggio ci ricorda che Gesù non è solo un bambino o un uomo morente, è anche un socialista, un rivoluzionario, ma molti religiosi preferiscono la prima versione. E infatti la nuova Messia è indomita, non vuole sottomettersi e, nonostante l’amore per i propri genitori, non può che approcciarsi con spirito critico nei confronti della campana di vetro – piena di fanatici – che le è stata costruita intorno. Lei non ha motivo di credere di essere speciale, e vuole vivere una vita normale.Se da un lato il protagonista del primo American Jesus, pur trovandosi privo di molti vizi, era di fatto un narcisista e un edonista (cioè un bambino di dodici anni, in effetti), cosa che si rifletteva coerentemente anche nel finale, dall’altro il nuovo Messia è invece un’eroina riluttante e incredula. Lei è sempre stata considerata speciale, e la sua prima illuminazione è quella di voler essere una giovane donna come tante altre, con una propria individualità autodeterminata e distante dai dogmi, concedendosi alcuni piaceri della vita ma senza chiudersi nel proprio egoismo. Eppure le vie del Signore sono infinite, e spesso l’autodeterminazione non è identificabile con il libero arbitrio.

American Jesus, come già detto, non è un fumetto di mera provocazione, ma principalmente di riflessione e di ricostruzione di una situazione ipotetica in un contesto reale, con tutte le conseguenze e implicazioni del caso. Seppur questo nuovo capitolo abbia una trama un po’ più elaborata rispetto al precedente, Millar non punta tutto sull’intreccio narrativo.

La protagonista racconta le proprie vicissitudini, a metà tra una parabola e il diario di una ragazza che esce dalla pubertà e che riscopre la sua identità; in entrambi i volumi c’è la scelta ben precisa di abbinare la scoperta dei super-poteri a un periodo compreso tra l’inizio e la fine dell’adolescenza, in cui si conosce sempre meglio il proprio corpo e le sue mutazioni e in cui si forma la propria personalità, con una capacità di astrazione sempre maggiore e un porsi domande sempre più grandi, partendo dagli egoismi infantili, passando per il solipsismo successivo fino ad arrivare, nel caso del messia donna, alla consapevolezza dell’altro da sé.
In questo i disegni di Peter Gross, ancora una volta, sono decisamente adatti nella loro rozzezza, nella loro sintesi espressiva, riuscendo a essere molto immediati e a non distrarre dai contenuti – anche visivi – con dettagli eccessivi che sarebbero risultati fuori luogo. Nonostante i volti dei personaggi a volte siano tratteggiati in maniera molto rapida e non sempre perfetta, è proprio questa semplicità a restituire al lettore la sensazione di trovarsi di fronte ad un ambiente reale, in cui l’occhio non si perde in mille dettagli superflui. Lo stile di Gross però, in alcuni casi, risulta più efficace quando le figure umane sono riprodotte in vignette piccole o quando non occupano l’intera vignetta; questo si riflette soprattutto nella colorazione di Jeanne McGee (anche questa in generale molto piacevole e coerente nello stile), che nel caso di campiture molto ampie non sempre riesce a dare il meglio e appiattisce un po’ la scena, come capita ad alcuni bianchi e grigi che appaiono un po’ fuori luogo. Ma in altri casi, soprattutto quando i paesaggi sono colorati con palette ristrette e ben armonizzate, ci si trova davanti a vignette degne di nota e che riescono a rimanere impresse nei ricordi del lettore anche quando la composizione dei volumi in scena è molto semplice.

In conclusione, American Jesus 2 non solo riesce ad andare oltre il primo capitolo affrontando in una nuova ottica i temi comuni e offrendo nuovi spunti politici, filosofici e narrativi, ma è una bella lettura anche per chi non dovesse aver mai aperto l’opera precedente che, comunque, vale la pena recuperare.

E, soprattutto, si basa su un buon concept: è pur sempre un fumetto di Mark Millar, uno di quelli sviluppati bene.

Recensione di Andrea Fasano

Dopo sedici anni, torna il fumetto evento di Mark Millar con il secondo capitolo di una trilogia che diventerà presto una serie Netflix! Un’immacolata concezione nella New York degli anni Settanta. Una fuga disperata dalle soverchianti forze del Male. Un angelo predice un futuro terribile e l’incombente battaglia con l’Anticristo. Tutto ciò mentre due ragazzi sono in fuga. A guidarli, solo la fede.

American Jesus – Libro primo: Il Prescelto è già disponibile in fumetteria! 
American Jesus – Libro secondo: Il Nuovo Messia è in uscita a settembre!