Boruto Manga – Recensione

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Nell’epoca dei sequel, remake, reboot e spin-off, stavolta è il turno di uno dei manga più celebri della nostra generazione: Naruto. Le avventure del ninja del Villaggio della Foglia sono conosciute quasi da tutti e nonostante abbia perso dei fan lungo la strada nel dilungarsi, forse eccessivamente, della storia, il lavoro di Masashi Kishimoto è stato uno dei maggiori successi degli ultimi 10 anni.

Boruto Sarada Sasuke NarutoAd una lunghissima attesa per la tanto agognata fine del manga è corrisposta una brevissima pausa prima dell’uscita del sequel – poco più di un anno – dal titolo inequivocabile: Boruto è infatti il figlio primogenito di Naruto ed è molto simile al padre, più di quanto lui stesso sappia. Dopo l’incredibile quantità di personaggi sfornata da Kishimoto nella serie ci si aspetta forse che le idee siano finite, ma non è così: molte cose sanno di già visto, è vero, ma questa è anche la tradizione di Naruto, un continuo passaggio da una generazione all’altra, da maestro a discepolo. E tanti personaggi sono intriganti, primo tra tutti lo stesso protagonista, uguale e diverso dal precedente in numerosi aspetti.

Definitiva poi la ribalta di Sasuke, che torna nei panni di consigliere e spalla di Naruto, con un’amicizia che sembra più solida che mai. A parte lui e Shikamaru, stretto collaboratore dell’Hokage, gli altri personaggi della prima serie fanno per lo più da contorno, ma è comunque interessante approfondire come l’autore ha deciso di farli crescere, nell’aspetto se non nel carattere.

Boruto Sarada MitsukiA fare da compagni di squadra a Boruto sono Sarada, figlia di Sasuke e Sakura, e Mitsuki, le cui origini sono all’inizio sconosciute. Sarada è stata protagonista dello spin-off “Naruto: The Seventh Hokage and the Scarlet Spring”, in cui era alla ricerca della verità sulla sua nascita, messa in dubbio da circostanze sospettose, ed è una buona fusione dei caratteri dei genitori, anche se tende più verso la madre. Sicuramente come personaggio femminile è ben diverso da Sakura, così come Mitsuki non ha nulla a che vedere nè con Naruto nè con Sasuke, cosa certamente di buon auspicio perchè porta in gioco dinamiche differenti da quelle già viste. Ma non troppo: dopotutto quando certi elementi funzionano i bravi scrittori sanno sempre come farli ritornare in gioco.

A tal proposito, Boruto non è scritto da Masashi Kishimoto, ma solo supervisionato dal maestro giapponese; autori sono Ukyo Kodachi per i testi e Mikio Ikemoto per i disegni, incredibilmente fedeli all’originale.

Boruto è il perfetto sequel di Naruto: ha lo stesso ritmo, la stessa filosofia, gli stessi valori e non potrà non conquistare tutti i fan della saga. Già dai primi volumi ci sono alcuni momenti di grande profondità, commoventi e riflessivi anche forse più della prima serie, e i sentimenti e le relazioni tra i personaggi sono estremamente centrali in tutta la vicenda. La trama si snoda interessante fin da subito e Boruto mette in guardia il lettore nelle prime pagine: questa è la sua storia, e di nessun altro. Per ora sembrerebbe poter eguagliare quella del padre.

Valeria Brunori