Cyberpunk 2077: Trauma Team

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Un fumetto del tutto privo di bug

Un mondo futuristico, il “cyberpunk” più noto e canonico che esista, rivisitato e tirato a lucido come per celebrare le grandi occasioni.
Una protagonista, Nadia, orgogliosa ma traumatizzata membra della più celebre Corp medica per il pronto intervento e recupero dei clienti da qualsiasi situazione.
Una miniserie in 4 capitoli, racchiusi da Panini Comics in questo unico volume, che completa perfettamente l’esperienza ludica provata su altri Media, ma con sufficiente forza narrativa per riuscire a stare in piedi – in quanto fumetto autoconclusivo – sulle proprie gambe.
Semplicemente sorprendente.

Partiamo con un presupposto doveroso: Cyberpunk è un bel gioco!
‘Gioco’ appunto, non specificandone la tipologia, perché che preferiate il GdR ‘2020’ uscito a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, la recentissima versione RED, o l’ormai (forse) più famoso videogioco della CD Project, l’ambientazione sviluppata basandosi sulle opere di William Gibson – ma anche Bruce Sterling e altri della stessa corrente – rimane affascinante, immersiva, profonda e complessa, nei suoi chiaroscuri e nelle sue contraddizioni, oggi più che mai.
Per carità, può piacere come no, e a chi fosse completamente avverso al genere non si può certo costringerlo ad ingurgitarlo e apprezzarlo forzatamente, ma di certo ai commentatori della domenica che cianciano di ridondanza o ripetitività nel percorrere tracciati narrativi già “ampiamente esplorati”, non si può che rispondere con la considerazione che, se non si è nell’umore giusto per usufruirne, o se ne ha usufruito troppo voracemente nell’ultimo periodo, ci si può sempre prendere una pausa per ritornare a Night City (o al genere) più avanti. E se invece ci si trova in quel fortunato momento d’oro in cui si è felici prede sorridenti calate in un mondo (o una storia) che ci appassiona profondamente, non ci si può certo lamentare che ci sia qualcuno ne ce ne dia ancora, e ancora.
Perché anche qui, oggi come ieri, di nuove, belle, storie ce n’è sempre bisogno.Ma quindi, anche Cyberpunk 2077: Trauma Team è un bel fumetto?

Diciamocelo: gli adattamenti, spesso, non sono proprio il massimo, e questo per voler proprio usare un eufemismo.Capita che spesso certe operazioni vengano ideate e messe in pratica unicamente per ragioni di marketing – e non nascondiamoci dietro ad un dito, in parte è anche questo il caso – per cavalcare l’onda del momento, producendo la serie tv del libro o del film campione d’incassi, o come parte di una più vasta operazione commerciale cross-mediale; in effetti, Cyberpunk 2077: Trauma Team rientra perfettamente nell’ultimo caso.
E capita altresì che questi prodotti, gregari e complementari, seguano unicamente alla necessità di inondare il mercato, assicurandosi che si parli del prodotto “madre” quanto più possibile, o che rispondano alla più basilare domanda di fanservice portata avanti dalla parte più sfegatata e fanatica del pubblico.
Per cui non c’è molto da stupirsi quando, nascendo da tutte queste poco lodevoli premesse, vengono partoriti prodotti di poca originalità o qualità, che finiscono poi per essere consumati e digeriti rapidamente senza lasciare gran traccia di sé.
Fortunatamente, invece, lo sceneggiatore Cullen Bunn è riuscito a tessere una narrazione convincente e non banale, volendo anche costruire qualcosa di più intimo rispetto ad un “semplice” racconto di genere.
Al punto che, perché no, potremmo anche definirlo un “fumetto cyberpunk d’azione intimista”.

Sul lato estetico, andiamo ben oltre il piacevole.
Miguel Valderrama ai disegni e Jason Wordie ai colori, insieme riescono a dipingere il “piccolo” universo metropolitano di NIght City con toni scuri e tinte accese allo stesso tempo.
L’angoscia e il degrado umano che l’ambientazione traspira da ogni angolo, miste e condite con vetrine luminosissime, neon fluorescenti e forti contrasti, vengono rappresentate magistralmente dalla commistione del lavoro dei due.
Colpiscono soprattutto i colori, in modo particolarmente sbalorditivo e magari in misura maggiore rispetto al tratto, per l’accostamento forse azzardato (o forse no) ma molto ben riuscito di toni accesi e variopinti, quasi acidi.Altra nota di merito va alla rappresentazione dei personaggi: la presenza di volti noti e individui ben più che familiari non sfugge di certo, ma anche non conoscendo le personalità coinvolte nella storia, bastano pochi tratti a caratterizzare e posizionare perfettamente ogni persona, dal più selvaggio gangmember degli Animals al corporativo senza scrupoli, all’interno del rispettivo contesto sociale, pur non conoscendolo prima delle lettura.

L’opera segue le vicende di Nadia, medica da campo dei Trauma Team vittima di un grosso evento drammatica, e costretta ad affrontarne un secondo che finisce, tristemente, essere collegato al precedente, trovandosi a dover prendere una drastica scelta tra il proprio ruolo ufficiale e la sua identità personale.

L’universo di Night City moralmente ambiguo e pieno di contraddizioni, spesso non nascoste ma lasciate in bella vista – quasi con la fierezza di volerle mostrare apertamente – colpisce tanto il lettore quanto la protagonista, e i serrati colpi di scena di questo denso racconto autoconclusivo tengono con il fiato sospeso dalla prima all’ultima vignetta. Non si può poi che apprezzare una narrazione non unicamente basata sull’azione e sulla tensione, ma portata avanti seguendo l’intimo dramma della protagonista, con tanto di traumi annessi, dolori da affrontare e grosse decisioni da prendere oltre un orizzonte davvero imprevedibile.

Quindi stiamo parlando solo di una lettura superficiale, buona unicamente per i fan e ripiena giusto di qualche citazione e una manciata di fanservice?
Beh, se dopo tutte queste parole spese in favore di questo spin-off, ben pensato e meglio realizzato, vi sentite di essere giunti a questa conclusione, evidentemente Cyberpunk non fa per voi e non varrà la pena di dissuadervi.
Per tutti gli altri invece, come sempre e stavolta più che mai, non possiamo che augurarvi…

…Buona Lettura!

Recensione di Simone Ishvard Leonetti

Cyberpunk 2077, il videogioco più atteso degli ultimi dieci anni, sviluppato dai creatori di The Witcher, diventa un imperdibile fumetto! Continua a esplorare Night City in compagnia di una squadra medica d’assalto alle prese con missioni di recupero che si trasformano in sparatorie dall’esito imprevedibile… se non per i litri di sangue che si lasciano dietro!

Cyberpunk 2077: Trauma Team sarà disponibile in fumetteria dall’11 marzo!