Dawn of X

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Gli immortali X-Men

La nazione mutante a Krakoa è realtà, ma i portatori di gene X di tutto il mondo non sono ancora al sicuro!
Dopo House of X e Powers of X, Jonathan Hickman prosegue l’operazione di rilancio degli X-Men con questo nuovo, grandioso evento!

Gli X-men ritornano sempre.
Non conta quanto possano essere schiacciati da cicli narrativi poco interessanti o quanto ne venga distrutta la memoria con adattamenti cinematografici mediocri e vecchi nell’anima: gli X-men sono duri a morire. E sono fatti per essere rilanciati, magari con un evento che cerca di mostrare ai lettori una nuova – parziale – rilettura dei drammi della popolazione mutante. 

È quello che cerca di fare – e ha già cominciato nei mesi scorsi – quest’anno Jonathan Hickman con l’evento Dawn of X, che prosegue esattamente da erano arrivati House of X e Power of X. Già lì Hickman aveva cercato di creare un nuovo punto di partenza per gli eroi mutanti, comprensibile da tutti i nuovi lettori – o anche i vecchi che dovessero essersi presi una pausa.

Il caos che si andava periodicamente a formare intorno al mondo degli X-men è sempre stato notevole, confondendo facilmente chi avrebbe voluto avvicinarsi alla lettura delle loro testate o rompendo ogni speranza di imbattersi in qualcosa di nuovo, riproponendo spesso gli stessi temi allo stesso modo, con uno spiacevole senso di déjà-vu. Eppure gli X-Men sono sempre stati personaggi attuali, politici, che se riaggiornati, calati nel presente e sfruttati a dovere, possono offrire un nuovo punto di vista interessante sulla nostra epoca e sui temi.

Hickman non si adagia sugli allori e offre un incipit narrativo semplice e niente male: Krakoa è la nuova patria dei mutanti di tutto il pianeta. Niente super cattivi scollegati dal dramma mutante, niente fotocopie del senatore Kelly. Il fatto che gli eroi siano mutanti, reietti della società in cerca di una propria identità è centrale, tutto parte da questo.

Dawn of X, negli USA come in Italia, coinvolge tutte le principali testate mutanti: X-Men Marauders, New Mutants e X-Force. Nel nostro paese l’uscita dei primi tre è prevista nel corso di tutto il mese di febbraio; per X-Force bisognerà invece aspettare marzo.

Dettaglio utile per chi è poco avvezzo alla varietà delle usanze del fumetto supereroistico: in Italia la prima testata figurerà in copertina come X-Men 1, pur essendo numerato ufficialmente come Gli Incredibili X-Men #362. Un fumetto dalla doppia vita, ma niente di anormale.

Grazie alla visione d’insieme dell’autore la continuity tra le testate è piuttosto stretta, ma allo stesso tempo la varietà stilistica, narrativamente e graficamente, è notevole, con un matrimonio tra disegni e storia molto piacevole.

In particolare, X-Men è di facile lettura, dovendo reggere sulle proprie spalle tutte le fondamenta del mondo mutante che verrà: i disegni di Leinil Francis Yu sono realistici ma al tempo stesso piuttosto sintetici mentre la composizione delle tavole è snella e di stampo tutto sommato classico, con una struttura della tavola che prevede un numero di vignette mai eccessivo e sempre chiaramente separate tra loro. Anche l’inchiostrazione di Gerry Alanguilan risulta poco ingombrante e lascia molto spazio alla colorazione, seppur non sia mai troppo pulita e presentando qualche sparuta campitura nera ben bilanciata per dare un po’ di varietà alle tavole più buie. I colori nitidi di Sunny Gho aiutano a renderlo un fumetto effettivamente fruibile da chiunque. Addirittura sono stati creati degli inserti esplicativi con le mappe di alcuni luoghi chiave della storia: un’aggiunta più che piacevole dal gusto retrò ma graficamente moderno, utile sia per chi ha paura di perdersi qualcosa, sia per chi è sempre rimasto incuriosito da questo tipo di approfondimenti – superflui, d’accordo, ma sarebbe impossibile privarsene, una volta visti. E poi, va detto, sono pagine ben realizzate.

Anche Marauders si fa sfogliare con piacere: i disegni di Matteo Lolli, tra personaggi espressivi e carismatici e pose dinamiche, sono in grado di restituire la rapidità e la forza delle scene d’azione, con l’aggiunta di una meravigliosa Kitty Pride. Qui le tavole sono un po’ più varie ma senza particolari virtuosismi: tutto è al servizio della storia raccontata dalla grande mente delle sceneggiatore che tutto vede. La colorazione vivace di Federico Blee è esattamente lì dove dovrebbe essere e si sposa benissimo con i disegni. Anche qui ritroviamo delle schede tecniche tra una tavola e l’altra, ma stavolta niente mappe.

New Mutants, co-scritto da Ed Brisson, punta tutto sullo stile del disegnatore – colorista e inchiostratore – Rod Reis, in grado di riportarci a temi fantastici e sci-fi più spinti, passando dai toni caldi, morbidi e rassicuranti di Krakoa ai tratti più dinamici, spigolosi, geometrici dello spazio profondo, caratterizzato anche da una colorazione più violenta. Le suggestioni pittoriche, l’utilizzo di retini, il giocare con variazioni sul tema della gabbia classica, tutto è in funzione dell’evocare, del dare al lettore la suggestione di essere nei luoghi mostrati.

X-Force vede invece alla sceneggiatura il solo Benjamin Percy che, insieme ai disegni di Joshua Cassara e i colori di Dean White, ci riporta a una dimensione più cruda, più violenta e minacciosa. Ancora una volta, la lettura delle tavole a fumetti è inframezzata da schede tecniche di approfondimento interne al racconto. A tutti gli effetti, una costante grafica dell’evento.

Si prospetta quindi un grande periodo per gli amanti degli X-Men e per chi, una volta per tutte, volesse riavvicinarsi a quel mondo mutante che, per un po’, non sarà appesantito da decenni di continuity sovraffollata. Non è ancora davvero chiaro cosa Hickman abbia in serbo per noi, ma sarà un piacere scoprirlo. Quantomeno, visti gli artisti coinvolti nelle varie testate, abbiamo già la certezza che per i nostri occhi sarà stato un piacere.

Recensione di Andrea Fasano

Dawn of X è già in fumetteria con X-Men-1!