Endeavor: Le Rotte dell’Impero – Recensione di DiebyDice

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Salpiamo insieme alla redazione di DiebyDice verso i confini dell’orizzonte! Potete trovare Endeavor: Le Rotte dell’Impero nei nostri negozi, per esplorare terre inesplorate, combattere battaglie all’ultimo sangue e imparare l’arte del commercio! Ahrr!


Commerci, guerre e viaggi nei mari. Endeavor è un classico che in questo remake si è reso ancora più interessante!

Cosa ne pensate dei vari remake proposti dal cinema americano? Noi onestamente ogni volta che sentiamo questa parola sentiamo un brivido scorre lungo tutta la schiena, forse perché terrorizzati quando uno sconosciuto tocca i film con cui siamo cresciuti e che amiamo. Applicando lo stesso concetto ai giochi da tavolo siamo percorsi sempre da un brivido… ma di curiosità stavolta. E’ raro infatti imbattersi in questo tipo di progetti e a volte le cose non vanno neanche a finire bene (chi ha detto Heroquest 25?), però non c’è di certo quella sorta di rifiuto categorico che possiamo avere nei confronti di un film.

E se vi abbiamo parlato di remake è perché vogliamo presentarvi l’ultima fatica della Burnt Island Games: Endeavor – Le Rotte dell’Impero, un gioco strategico per 2-5 giocatori uscito nel corso del 2018 dopo una fruttuosa campagna attraverso la piattaforma Kickstarter e traghettato nella nostra italica patria grazie alla distribuzione e traduzione da parte della Cranio Creations. Ambientato durante la storica Era delle Vele (a cavallo tra il 1500 e la fine del 1800), in Endeavor avremo l’onere di salpare verso terre sconosciute al fine di conquistare territori sconosciuti controllando roccaforti, risorse e vie marittime.

All’arrembaggio miei prodi

Grazie agli organizer all’interno della scatola (di cui parleremo a breve) il setup del gioco è rapidissimo: preparate la mappa fronte/retro al centro del tavolo in base al numero dei partecipanti e piazzate tutti i segnalini commercio e le carte merci negli appositi spazi (la carta Governatore andrà posta “mezza nascosta” sotto al tabellone in prossimità dell Regione di riferimento), mentre l’inserto con gli edifici va preparato di fianco al tabellone. Fornite successivamente ad ogni giocatore la propria plancia personale ed il vassoio con i cubi e dischi del colore scelto, piazzando i cubi sullo spazio “zero” dei 4 tracciati attributi disponibili (Industria, Cultura, Ricchezza ed Influenza). Decidete infine con quale lato costruire il proprio edificio iniziale (ogni lato ha una azione differente).

Una partita ad Endeavor dura esattamente 7 Round e in ognuno di essi bisogna passare per 5 fasi:

1) COSTRUZIONE: a turno ogni giocatore decide quale edificio costruire in base al livello del proprio tracciato Industria (più alto è il livello e più saranno gli edifici a disposizione);

2) CRESCITA: i giocatori ricevono tanti dischi colorati (lavoratori) dalla propria riserva in base al livello del proprio tracciato Cultura. Tali dischi andranno posizionati nell’angolo in basso a sinistra della propria plancia, definita “Porto”;

3) SALARIO: in base al proprio livello di Ricchezza, potranno essere prelevati un tot di lavoratori messi sugli edifici durante i turni precedenti e piazzarli al Porto;

4) AZIONI: Il fulcro del gioco, qui a turno ogni giocatore utilizzerà uno dei propri dischi per piazzarlo sopra uno degli edifici a propria disposizione, effettuando di conseguenza le seguenti azioni (se disponibili sui propri edifici):

  • SALPARE: prendete un disco dal vostro porto e piazzatelo in uno dei tracciati spedizione di una qualsiasi Regione (l’Europa non contiene tale tracciato). Una volta completato il tracciato di una Regione questa non sarà più “occupata”, ma “libera” (l’Europa è l’unica Regione ad essere libera in partenza) e chi vi avrà posto più lavoratori potrà prendere la relativa carta Governatore. Una volta libera una Regione, si potrà effettuare l’azione Salpare anche per porre un lavoratore su una nave libera raccogliendone il segnalino commercio (è necessario avere “presenza”nella Regione in questione) o per porlo in mare aperto (questo serve ad avere “presenza” nella Regione, qualora non si abbia partecipato alla spedizione o se si vuole aumentare il numero della presenza);
  • OCCUPARE: prendete un disco dal vostro porto e piazzatelo in una delle Roccaforti non occupate da altri giocatori (raccogliendone il relativo segnalino commercio) di una qualsiasi Regione aperta e dove avete “presenza”;
  • GUERRA: prendete un disco dal vostro porto e scartatelo (è il prezzo della guerra), prendetene poi un’altro e piazzatelo su un qualsasi spazio occupato sulla mappa (roccaforte o nave) da un altro giocatore, che scarterà di conseguenza il proprio lavoratore. Per effettuare tale azione, è necessario avere “presenza” nella Regione in questione;
  • PESCARE: potete pescare una carta merce da una qualsiasi Regione dove avete presenza (o una carta schiavo in Europa), ma è importante conoscere il numero stampato in basso alla carta per sapere QUANTA presenza è necessaria per prenderla (ad esempio se è riportato il numero 3, è necessario avere almeno 3 pedine del proprio colore poste in quella Regione);
  • PAGARE: potete far tornare un vostro lavoratore sul porto, da un qualsiasi edificio già utilizzato.

5) SCARTARE:  in base al proprio livello di Influenza, bisogna scartare le carte in eccesso acquisite durante il turno. Successivamente passate il segnalino primo giocatore alla persona sulla vostra sinistra.

Alla fine del settimo Round chi avrà ottenuto più punti gloria (grazie alle roccaforti, collegamenti tra due roccaforti o tra una roccaforte e una nave, carte pescate e tessere edifico) sarà il vincitore.

Terraaaaaa!

Per tornare al tema iniziale, Endeavor: le Rotte dell’Impero è un remake che non delude; se il gameplay infatti è pressoché identico al suo predecessore, sono altri i dettagli che ci interessano per questo articolo. Partiamo innanzitutto dal fattore estetico, dove la nuova mappa appare ben disegnata e con degli ottimi effetti luce. Anche se abbiamo letto critiche per i disegni degli edifici poco azzeccati con il tema del gioco a noi sono piaciuti trovandoli del tutto in linea con lo stile grafico proposto. Utilissimi e geniali poi gli organizer per tenere in ordine le tessere edificio ed i componenti riservati ai giocatori (cubetti, dischetti, scudi ed edificio iniziale) che accelerano il setup del gioco in maniera lodevole.

Per quanto concerne invece la qualità dei materiali abbiamo storto il naso; se da un lato troviamo infatti tessere, carte e segnalini di ottima fattura, dall’altra troviamo invece delle plance dei giocatori che sembrano essere meno resistenti rispetto ad altri componenti. Infatti già all’apertura della confezione abbiamo visto che molti degli angoli di quest’ultime erano rovinate, ma quello che ci ha mandato più in bestia sono stati i dischetti dei giocatori incollati tra di loro e, oltre alla fatica di staccarli uno per uno, siamo stati delusi nel vedere come delle macchie di colore siano rimaste nei vari dischetti… un brutto colpo ai nostri occhi e al nostro cuore.
Proseguendo comunque col discorso, ci ha stupito in modo più che positivo come il regolamento fosse sviluppato egregiamente. Ad una prima lettura le nozioni sembrano tante, ma una volta assimilate le regole si spiegano veramente in pochi minuti e durante il gioco i turni scorrono molto veloci, sia grazie ad un’ottima linearità delle possibili azioni da fare, sia grazie all’iconografia del gioco che non lascia mai spazio a dubbi. E per evitare che il Gameplay diventi semplice e ripetitivo, ecco che subentrano le vere novità di questa nuova edizione: Le Imprese!

Non le abbiamo volute inserire durante la spiegazione delle regole perché volevamo conservarle come sorpresa. Le Imprese introducono nuovi modi per fare punti gloria a fine partita, ma soprattutto forniscono azioni alternative a quelle già elencate in precedenza. La loro particolarità è che si rifanno ad eventi storici realmente accaduti e questo alza sicuramente l’asticella in alto per quanto concerne l’ambientazione. Per partecipare ad una di esse (se ne scelgono tre in maniera casuale all’inizio della partita) è necessario liberare entrambe le Regioni a cui l’impresa fa riferimento e, in caso foste presenti dentro quest’ultime, potrete apporre il vostro scudo sulla tessera Impresa in questione, così da poter usufruire dei relativi benefici.

Un altro punto a favore del gioco è la perfetta scalabilità con qualsiasi numero di giocatori (molto divertente la modalità “flotta fantasma” qualora i partecipanti fossero due), non risentendo di alcun impatto di downtime tra un turno e l’altro (se c’è qualcuno che ci riesce lo stesso, avete la nostra autorizzazione a gettarlo in mare). L’interazione tra i giocatori inoltre ci è sembrata tangibile e non solo per le azioni di guerra, ma perché la mappa è molto stretta e capita spesso che la mossa di un avversario coincida con quello che avreste voluto fare voi (anche in questo caso siete autorizzati a gettarli in mare). Quello che però ci è risultato stretto in maniera negativa sono i turni di gioco… dato che nei primi round le azioni da fare sono veramente poche e servono più come rodaggio, far durare la partita 7 round forse è stata una scelta un po’ affrettata. Un round in più sicuramente non avrebbe guastato.

Qui signori miei, si fa la storia

Il nuovo titolo della Burnt Island Games ci offre un Endeavor 2.0 di tutto rispetto. Anche se semplice e lineare rispetto ai concorrenti German, il titolo ci regala sicuramente una sfida per niente facile ed altrettanto divertente da affrontare con il sorriso di fronte ai nostri avversari. Quello che ci piace di più è l’ambientazione veramente sentita grazie a vari fattori come gli edifici e la mappa. Anche l’argomento degli schiavi, seppur crudele e delicato rimane comunque (e purtroppo) un nostro fardello che rimarrà impresso nella storia dell’umanità.

PRO:

  • Regole spiegabili in 10 minuti
  • Organizzazione dei componenti geniale
  • Ottima scalabilità e longevità grazie alle imprese
  • Ambientazione ben riuscita

CONTRO:

  • Alcuni componenti di scarsa fattura
  • Nulla di nuovo in fatto di gameplay
  • Un round di gioco in più non guastava

Valutazione finale

Componenti: 3/5
Gameplay: 3/5
Apprendimento regole: 4/5
Bilanciamento: 4/5
Longevità: 4/5

Voto: 3,5/5

Recensione by Manolo – Scrittore Maledetto