Fairy Tail: 100 Years Quest – La magia continua!

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Fairy Tail è tornato con l’attesissimo sequel “100 years quest”.
Un’altra avventura per Natsu e compagni, alla volta dell’esotica Giltena, piena di nuove sfide, magi-schiaffi sui denti e misteriosi draghi mai visti prima.

Mashima scrive e non disegna, ma il risultato è più che all’altezza!

 

 

Hiro Mashima, nonostante sia alle prese con la sua nuova fiamma, la space opera Edens Zero di cui vi abbiamo parlato pochi mesi fa, non abbandona l’amore che lo ha portato alla ribalta e continua a dedicarsi corpo e anima, anche se stavolta solo con la penna e senza matita, al sequel diretto del famosissimo Fairy Tail.
Il disegno di Fairy Tail: 100 Years Quest è infatti stato affidato al capacissimo Atsuo Ueda, autore di Retriever Hachi e Dr. Prisoner, che riesce nella difficile impresa di non farci sentire la mancanza della mano di Mashima. Restituendo, peraltro, tutta la caratterizzazione e il calore tipici del maestro, sul cui solco si muove con impressionante abilità.

 



Ma parliamo un po’ della trama di questo seguito.
Fairy Tail: 100 Years Quest inizia proprio dal punto in cui ci aveva lasciato il suo predecessore. Sconfitto Zeref e fatti saltare i piani di Acnologia, Natsu e i suoi compari eccellenti accettano un famoso incarico, la “missione dei cent’anni”, che aveva messo in difficoltà persino il più potente mago della gilda, Gildarts, riuscito a scamparla appena perdendo gamba e braccio sinistri.
Il team, raggiunto allora il continente di Giltena, trova il misterioso committente e, tra sorprese e colpi di scena, parte all’avventura con uno scopo chiaro: abbattere e sigillare i “Cinque Draghi Divini” di Giltena, ognuno dei quali forte quanto Acnologia stesso.
Inutile sottolineare quanto Natsu, estasiato, non riesca a trattenersi dal fremere dall’emozione per questi nuovi, entusiasmanti, scontri all’orizzonte.

 

In sostanza una vera e propria ripartenza col botto, che mantiene in tutto e per tutto il cuore di Fairy Tail e offre al lettore più di un ottimo motivo per tornare a immergersi nel suo favoloso mondo.

 

 

Dal punto di vista della scrittura l’impressione è che lo sviluppo dei rapporti tra i personaggi e delle “relazioni” delle coppie (o presunte tali), accennate nell’opera originale e che, per la felicità di tutti, avevano mosso qualche significativo passo avanti nel finale di Fairy Tail, qui siano quasi del tutto azzerate.
Ci sarebbe piaciuto venisse mantenuto quel senso di evoluzione nella trama e nei personaggi, e non solo nel passare da un’avventura ad un’altra, ma qui l’approccio è proprio quello di un nuovo inizio.

Inoltre c’è un ulteriore elemento legato alla caratterizzazione dei personaggi che non ci ha convinto fino in fondo: vedere Natsu gettarsi, entusiasta, a capofitto verso l’obiettivo di combattere e sigillare questi 5 nuovi draghi sconosciuti; proprio lui che, eccezion fatta per Acnologia, si era sempre dimostrato dalla parte degli stessi e poco prevenuto o incline all’odio nei confronti di questi lucertoloni elementali.
Al tempo stesso non mancano dei passaggi ricchi di strizzatine d’occhio ai lettori storici di Fairy Tail, anche se a volte si sconfina abbondantemente nel fan service (che comunque, vista la natura di questo sequel, non è detto che sia un male). In fin dei conti si tratta di una storia rivolta innanzitutto a chi è già un appassionato di quei personaggi e già li conosce approfonditamente.

 

 

Sotto l’aspetto visivo, il design dei personaggi è rimasto pressoché invariato, molto fedele e rispettoso del tratto distintivo che tanto caratterizza Mashima; persino i nuovi personaggi riescono a mantenere uno stile coerente con quello dell’ autore. La regia, dal canto suo, segue gli stilemi di quella di Mashima, riproponendo quindi l’utilizzo delle semi-splash page e delle vignette in rapida successione che esaltano l’azione aumentandone l’intensità, espediente sfruttato spesso in passato ma caratteristico pur sempre ben accetto.

 

Edens Zero, che non si distacca troppo da quello stile, è stato in grado di offrirci una lettura con elementi nuovi e freschi, e un’ambientazione curiosamente innovativa nonostante sia caratterizzata dalla stessa mano e dallo stesso gusto; ma sicuramente, se stavi aspettando ancora più FT, con i personaggi e l’ambientazione che hai seguito e apprezzato, con Fairy Tail – 100 Years Quest potrai immergerti di nuovo in quel mondo, e non potrà deluderti!

 

 

Fairy Tail: 100 Years Quest è già disponibile in fumetteria!