Fate fuori Ramirez – Atto I | O come fare pulizia in un deserto polveroso

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Sa riparare un aspirapolvere a occhi chiusi, ma sa anche lasciarsi dietro una lunga scia di cadaveri in giro per l’Arizona. Arriva in Italia il volume a fumetti del francese Nicolas Petrimaux che ha venduto 65000 copie in pochi mesi.

 

Apri il volume a fumetti. Un cartonato dalle pagine enormi ma non troppo pesante, ha anche un buon odore. Sfogli due pagine, e sei subito nell’Arizona dell’87. Ti ritrovi immerso in atmosfere noir che ti risultano familiari ma non scontate, tra i colori freddi degli interni di una stazione di polizia e i colori caldi – ma non meno cupi – di un incendio in una landa desolata e polverosa. Hai appena finito di leggere il prologo e la cena è pronta, ma tu vuoi girare comunque pagina. Hai delle domande alle quali vuoi una risposta. Ora.
Chi è davvero quel riparatore di aspirapolveri? Una mezza idea te la sei fatta leggendo la quarta di copertina, d’accordo, ma non basta. Ti si fredderà la pasta, ma tu dovrai saperlo.

 

 

In effetti la premessa sembrerebbe quella di un fumetto puramente parodistico, ma lo svolgimento della trama, i dialoghi, le inquadrature e i colori sono quelli propri del genere e, fin dall’inizio, al di là degli elementi paradossali, ti verrà spontaneo prendere sul serio quello che è un noir vero e proprio.

Si vede che non l’ha scritto uno statunitense, ma allo stesso tempo è bene che sia così: seppur siano presenti diversi stereotipi (e archetipi) sull’America e sul noir americano, non ci si ritrova davanti a una serie di clichè, ma a una ricostruzione personale del mito americano da parte dell’autore. In fin dei conti, in passato abbiamo amato il Preacher dell’irlandese Garth Ennis (che per il modo di raccontare il Texas attraverso il mito e l’immaginario collettivo è stato lodato anche da Joe Lansdale, scrittore fieramente texano) e i capolavori western di Sergio Leone (che prima degli anni ‘60 la cosa più simile agli U.S.A. che avesse visto in vita sua era la provincia di Latina).

 

Nel disegno, Petrimaux usa uno stile a tratti umoristico ma con diversi elementi realistici, attento ai dettagli ma senza alcun horror vacui. Anzi, spesso l’autore ricorre a soluzioni grafiche pulite in cui riconduce tutto a linee rette e figure geometriche ben distinguibili con le quali riesce a definire bene i volumi all’interno delle ampie vignette, dando il meglio nelle inquadrature più complesse, con angolazioni particolari o con oggetti in evidenza e di quinta che non distolgono da ciò che avviene in secondo piano. In generale, la composizione di tavole e vignette è sempre piacevole da vedere, oltre che funzionale al genere e alla narrazione. All’interno degli ambienti mostrati si muovono personaggi dall’espressività molto marcata (in fin dei conti il protagonista è muto), in particolare nei passaggi più umoristici.

I colori, sui quali non smetteremo di esprimere il nostro apprezzamento, sono ancora più d’impatto nel formato francese e sulla carta pesante e lucida del volume. Verrebbe voglia di comprarselo anche solo per aprirlo e sfogliarlo ogni tanto. Ma questo è piuttosto soggettivo.

 

 

Quindi, ci sono degli elementi umoristici in questa storia? Sì. Praticamente tutti legati agli aspirapolvere. Nell’Arizona di Fate fuori Ramirez, la presentazione in diretta televisiva di un nuovo modello di aspirapolvere è un evento che attira l’attenzione delle persone al bar, e l’incredibile solerzia di un impiegato è oggetto dell’ammirazione di tutti. Il consumismo sfrenato e l’ambizione di diventare impiegato del mese (altri stereotipi non troppo falsi sull’America) non saltano mai all’occhio tra i temi principali, ma sono sempre presenti nel corso della storia, sullo sfondo. A tal proposito, sono degne di nota le finte pubblicità – che più americane non si può – che costellano il volume, tra un capitolo e l’altro.

 

Un fumetto a metà tra il cinema hollywoodiano noir e action e… un fumetto umoristico francese, inizialmente si limita a lasciarsi leggere – ma anche solo sfogliare – per poi afferrarti la testa e schiacciarla sulle proprie pagine. Lo sviluppo della storia non sembrerà troppo nuovo, salvo poi sorprendere con alcune svolte inaspettate sparse qua e là. Noi, in attesa che esca il seguito di questo primo atto, non possiamo che raccomandarvi Fate fuori Ramirez. Se poi siete degli appassionati del genere – o di storie piene di messicani – non potrete rimanere delusi!

 

Falcon City, Arizona. Jacques Ramirez lavora alla Robotop, una azienda che produce elettrodomestici. Impiegato modello, è rapido, capace e non si lamenta mai (non che sia difficile, considerato che è… muto).
Ma la sua vita è destinata a essere stravolta, quando un giorno due membri di un temibile cartello credono di riconoscere in lui l’uomo che in passato ha tradito la loro organizzazione: Ramirez, il più pericoloso assassino che il Messico abbia mai conosciuto.
E se dietro la leggenda del peggior killer messicano si nascondesse il più grande esperto di aspirapolveri di tutti i tempi?


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