Gunslinger Girl – Mafia, cyborg e mandolino

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In un’Italia in cui imperversano il terrorismo e la mafia, delle ragazzine menomate vengono trasformate in cyborg al servizio dell’intelligence governativa. Ma una di loro, sottoposta a un lavaggio del cervello più blando rispetto alle altre, sembra riuscire a conservare una maggiore umanità.
Forse, fino al punto di innamorarsi.

 

Partiamo da un presupposto: vedere un poliziotto che, dopo una derapata, esce dall’auto urlando “POLIZIA DI TAORMINA!”, può distruggere la sospensione dell’incredulità (oltre a farci ammazzare dalle risate).

Leggere nello stesso dialogo le parole “cyborg” e “Catanzaro”, anche.

Per molti mangaka Giapponesi l’Italia si presenta in un modo – e con un fascino – che a volte ci lascia spiazzati. Eppure, tolti alcuni passaggi, Yu Aida, autore unico di Gunslinger Girl (uscito anche in versione animata nel 2005), riesce a sfruttare piuttosto bene l’ambientazione italiana dell’opera, spesso senza ricorrere a facili stereotipi – ok, dobbiamo convivere con il fatto che giustamente, nell’immaginario collettivo, in Italia si incontrano mafiosi ovunque, così come in Texas ci si imbatte continuamente in adepti del KKK.

 

 

L’Italia di Gunslinger Girl è piena di intrighi politici e criminali che intravediamo sullo sfondo: la componente fantapolitica della storia è sempre presente – ma mai invadente o fuori luogo – all’interno di quella che è a tutti gli effetti un manga di azione e fantascienza. Un buon modo per rendere credibile, ampio e vivo l’universo narrativo.

Andando avanti con i capitoli, Gunslinger Girl inizia ad assumere anche i toni di una storia investigativa e di spionaggio, leggermente più cupa e con una trama un poco più elaborata.

A rimanere costante e in primo piano è invece tutto quell’insieme di temi legati alla figura del cyborg, tipici della fantascienza pura; da questo punto di vista sarebbe sbagliato aspettarsi nuovi, rivoluzionari, spunti di riflessione.
Aida, infatti, in svariati momenti lascia indulgere i suoi personaggi in considerazioni etiche, morali e filosofiche esplicite e implicite, senza comunque risultare eccessivo e, anzi, gestendo con abilità il ritmo della sua narrazione.
Tra conflitti interiori e considerazioni sulla vera natura dell’essere umano, c’è tutto quello che dovrebbe esserci in una commistione di generi di questo calibro, che sa come far leva sul lettore per farsi apprezzare.

 

 

Dal punto di vista dei disegni, Aida riesce ad alternare momenti emotivi e delicati a sequenze molto più violente e confusionarie, adattando la pesantezza del tratto e delle chine al mood che vuole trasmettere. I protagonisti della storia possono ammirare il cielo stellato, con il lettore che si lascia trasportare facendo sciogliere il proprio cuore di panna. O, in alternativa, gli stessi personaggi possono trovarsi in mezzo a una selvaggia sparatoria in cui la potenza delle onomatopee è tale da occupare quasi tutta la vignetta, nel tentativo di uscire dal foglio di carta e prendere a testate la faccia dell’ignaro lettore. Fortunatamente, la forza di queste soluzioni grafiche non è sempre così pericolosamente dirompente, ma in generale riesce ad amalgamarsi con piacere al disegno.

 

 

Nel complesso, ci troviamo di fronte ad un’opera con una discreta dose di inseguimenti e sparatorie in un’ambientazione low-sci-fi e fantapolitica credibile – neanche troppo irrealistica. Soprattutto agli amanti del genere, se in passato non avete letto questa serie e questo curioso mix di elementi esplosivi vi ha stuzzicato, il nostro consiglio è di non attendere oltre e recuperarla.

 



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Il manga di culto ambientato in Italia finalmente pubblicato in maniera integrale.

Un’agenzia italiana segreta trasforma ragazzine disabili in spietati cyborg a scopi spionistici e di antiterrorismo. Dopo aver sviluppato un’incrollabile fedeltà alla struttura che le ha manipolate, cosa resterà di umano nelle giovanissime protagoniste?