Il freddo abbraccio della morte – Foto Megabattle

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RAQUIEL

Delphis, emisfero Nord.
Il Blood Angel aprì gli occhi su un mondo gelato in fiamme. Dietro di lui, il relitto della Thunderhawk abbattuta bruciava, ma percepiva attraverso il visore dell’elmo la tempesta di neve che si scatenava sopra di lui.
Raquiel a Forza d’incursione Bloody Stream… rispondete.
Nessuna risposta. Il display non mostrava vita intorno a lui, solo roccia e freddo. La sua squadra era morta, lui l’unico sopravvissuto. Ma ora lo sapeva: sapeva cosa abitava davvero sotto il polo di Delphis, cosa stava involontariamente aiutando l’Imperium a vincere contro l’invasione del Caos. Doveva tornare indietro, in qualche modo, e farlo sapere agli altri.
Provò ad alzarsi. Impossibile. Persino il suo fisico potenziato non era in grado di muoversi, le gambe massacrate e quasi mozzate nell’esplosione del velivolo, a malapena riusciva a strisciare fra la neve. Fece un paio di metri prima di vederli.
Il display non poteva mostrarli: non erano vivi. Ma erano vicini, così vicini.
Raquiel vide i Canoptek Wraith avventarsi su di lui e capì di essere morto.

MAXIMILIAN

Delphis, settore industriale di Delphis Prime
Trono… sembrano infiniti.
Maximilian non era solito mostrare preoccupazione, ma il suo Primarca gli aveva sempre detto di essere schietto. Quindi il commento gli uscì naturale vedendo le immonde orde traditrici riversarsi sul sacro suolo del pianeta. A loro confronto, le esigue linee blu cobalto dei Celestial Crusaders sembravano poca cosa.
Robote Guilliman non sembrava preoccupato, ma d’altra parte era difficile capire cosa potesse pensare il semidio sotto il suo elmo ornato. Si limitava a scrutare l’orizzonte, in particolare il portale maledetto da cui continuavano a uscire rinforzi dei traditori.

Infiniti o meno, siamo qui per resistere. È il motivo per cui siete stati creati. I rinforzi arriveranno.
E per quanto riguarda la fabbrica?
È perduta. – Se il Primarca provava rammarico, non se ne avvertiva alcuno nella sua voce. – Non riusciremmo mai a difenderla. Il nostro scopo è un altro, e lo sai bene.

Maximilian annuì. Aveva già sentito della leggendaria abilità del signore degli Ultramarines, ma il piano che aveva elaborato oggi era ambizioso al limite della follia. Ma in caso di successo…
Il suo flusso di pensieri si interruppe quando dal portale sbucò fuori un abominio indescrivibile: ali variopinte adornavano un enorme corpo bluastro dai tratti di uccello, appoggiato a un bastone mostruoso e coperto dal simbolo del Dio del Cambiamento. Il capitano dei Crusaders chiuse le dita del maglio potenziato.

Quello è mio.

RAQUIEL

Delphis, emisfero Nord.
Il Wraith avvolse il tentacolo intorno al collo del Blood Angel, avvicinandolo alle lenti brillanti che Raquiel immaginava dovessero essere i suoi occhi. Ronzava.
Perché non mi uccide? – Si domandò il figlio di Sanguinius. La creatura poteva farlo con facilità, eppure lo analizzava, tenendolo stretto. Come alla ricerca di qualcosa.
Lo hai comunicato a qualcuno, sacco di carne?
Una voce metallica, che parlava un Gotico terribile. Proveniva da una figura che riluceva di verde nella tormenta di neve, una falce da guerra stretta in pugno.
Hai avvisato gli altri? Sanno di noi?
Raquiel lo guardò dritto in volto.
Ti esecro, Xeno. Non avrai nulla da me.
La creatura… sospirò? Il rumore prodotto sembrava quello, anche se non aveva mosso la sua bocca metallica.
Voi sacchi di carne siete così insistenti. Poco male. Ti uccideremo, ovviamente, ma prima dobbiamo sapere cosa hai comunicato e a chi. Sarà doloroso, temo. Ora stai fermo, mentre…
Un’esplosione terribile interruppe la frase. Il Lord Necron venne sollevato da terra dall’impatto, e il Wraith lasciò cadere Raquiel. L’aria diventò rovente e si riempì dell’odoro simile all’ozono del laser e di ordini gridati nei vox.
Gabriel Angelos a Militarum Tempestus: recuperare ed evacuare: ripeto, recuperare ed evacuare. L’Imperatore Protegge.

HERONDAX

Delphis, settore industriale di Delphis Prime.
Il Fabricatum crollò su se stesso, disintegrato dai Laser dei Fire Raptor e sbriciolato dagli artigli del Leviathan. I tentacoli del Warpsmith fremettero di soddisfazione a vedere che le macchine degli Emperor’s Children erano decisamente efficaci, e si ripromise di congratularsi coi suoi colleghi della Legione una volta conquistato il pianeta.
Certo, non era tutto perfetto: i suoi Forgefiend venivano abbattuti dai superpesanti nemici e il Lord of Skulls che aveva con tanto cura messo in funzione era sotto il fuoco di armi pesanti, ma nulla di irreparabile. A fine battaglia avrebbe avuto materiale a sufficienza per ricreare il doppio delle sue macchine demoniache, e anime in abbondanza per animarle.
Sì, andava tutto bene. Questi Celestial Crusaders erano deboli, nulla a che vedere con la potenza devastante della Black Legion. Quel Primarca di second’ordine, Roboute, aveva i minuti contati. E sarebbe stato proprio lui, Herondax, a consegnarne la testa al Distruttore. L’Ascensione a Principe Demone era a portata, mancava così poco… così poco… per gli Dei Oscuri, cosa diavolo erano quei lampi?
L’intera Prima Compagnia dei Celestial Crusaders si teleportò intorno al Warpsmith nell’istante di un pensiero. Herondax non ebbe il tempo di reagire, travolto improvvisamente da un colpo di multitermico che ne evaporò mezzo busto.

Il contrattacco era iniziato.

GABRIEL ANGELOS

Delphis, Emisfero Nord.

Qui è il Maestro Capitolare Gabriel Angelos. A tutte le forze connesse: procedere velocemente con il piano d’attacco. Ingaggiare i bersagli e distruggerli. Fratello Tantius, nuove disposizioni, assicura assistenza con il Repulsor ai Taurox Bravo 1 e 2, nell’estrazione. Voglio un’azione rapida e precisa. Voglio quel pilota sergente. Qui Gabriel a tutti, chiudo.

Come fosse un’unica entità, tutto l’esercito dei Corvi Sanguinari si mosse verso i propri bersagli. Il rombo dei motori dei Rinho, dei Cavalieri e degli altri carri si fece più assordante e forte. La terra iniziò a tremare, il Martello dell’Imperatore stava per colpire. Ma non furono loro i primi a fare fuoco: i Necron, della dinastia Mephrith, erano preparati a questo scontro ed erano tanti.
Sul fianco sinistro, il Cavaliere della casata Terryn fu il primo ad assaggiare sulla propria pelle di metallo i gauss dei Necron. Guerrieri e Sterminatori avevano preso il controllo dei resti di un edificio a nord ovest e da lì potevano minacciare e prendere di infilata tutto lo schieramento degli Space Marine. I Taurox Bravo 1,2 e 3 si mossero sul fianco destro verso l’obiettivo principale, sputando fuoco sulle Arche Necron e sugli Spettri che si stavano pericolosamente avvicinando ai resti della nave abbattuta. Il tempo scorreva rapido e per la salvezza del pilota si stava rapidamente esaurendo. Ma quelli non erano gli unici nemici che il Metallo Vivente doveva affrontare. Altri guerrieri erano giunti per reclamare il Blood Angel sopravvissuto. Una armata senza fine, una massa putrescente che avrebbe travolto qualsiasi cosa.

Mortarion, Signore della Death Guard, era andato in guerra.

ABADDON

Era tutta una trappola, e il Distruttore ci era caduto in pieno.
Aveva sottovalutato Roboute. I diecimila anni di stasi non avevano intaccato la mente del Primarca, che ancora una volta si era mosso dieci passi avanti a chiunque, persino a lui, il Signore della Guerra. Non avevano mai voluto proteggere la fabbrica. Non erano davvero intenzionati a distruggere il portale.
Erano qui per uccidere lui.

Tutta la battaglia era stata un’esca, un gioco preciso per portarlo esattamente dove si trovava ora. I suoi Terminator, alcuni dei quali avevano combattuto per secoli sotto il vessillo dell’Occhio, ora cadevano trafitti dal fuoco di armi termiche e plasma, mentre più di cinquanta armature tattiche corazzate convergevano sulla sua posizione. Sì, Roboute aveva calcolato tutto. O meglio… quasi tutto.
Abaddon strinse Drach’Nyen in mano e la spada lo ricompensò con un osceno sussulto.
Guilliman, cane di un Imperatore putrido – sussurrò pieno di odio – Davvero hai pensato che bastasse così poco per uccidermi?

TARRIUS

Delphis, Emisfero Nord

Obiettivo localizzato, procediamo al recupero.
Fu una questione di pochi minuti, il tutto mentre la battaglia infuriava.
Qui Bravo 2, pilota recuperato. Ripeto, pilota recuperato!
Nella fase più difficile della battaglia, la mossa di Tarrius stava funzionando. Ma lo scontro era tutt’altro che finito. I Marine si concentrarono nel distruggere i loro bersagli primari per fornire
copertura alla ritirata della squadra Bravo 2, il Cavaliere Freeblade non smetteva di sparare e colpire l’ultimo Monolite rimasto, e i Taurox si preparavano a prendere la squadra per l’estradizione finale. Tarrius vedeva la vittoria in pugno e si affrettò ad ordinare a tutte le forze di preparare la ritirata. Ma aveva sottovalutato fino a quel momento la velocità delle forze di Mortarion.

Qui Tantius mi ricevete?
Fratello Tantius, qui Tarrius, portali via da lì. Vattene!
È troppo tardi tenente! Ci sono addosso! Ci son…aaaaahhh
Tantius?! Rispondi!
“Andato”, pensò. E in un secondo pensò a quanto realmente potevano essere vicino alla squadra dei Tempestus.
Bravo 2 mi ricevete?
Qui Bravo 2, avanti tenente
Vi sono addosso, via di lì. Portatelo via! – urlò come un disperato. Gli Scions si girarono e con orrore videro un enorme Drone di Nurgle venirgli addosso. Quello che il tenente Blood Raven sentì alla radio furono solo urla disperate…

AETAOS’RAU’KERES

Il Demone Maggiore si guardò intorno, soddisfatto. Le forze Imperiali erano in rotta. Roboute si era teleportato sulla sua ammiraglia dopo che l’assalto dei Terminator era fallito. Il Demone stesso aveva partecipato direttamente alla battaglia, abbattendo quell’arrogante Capitano alato. Chi credeva di essere, per avvicinarsi troppo all’Assassino di Anime? Certo, era bizzarro: non riusciva a percepire se fosse ancora vivo o morto. Inusuale, ma insignificante. Lo avrebbe semplicemente ucciso di nuovo, se necessario.

Il Distruttore si avvicinò, l’armatura nera e oro lucida di sangue non suo.

Avevi previsto anche l’imboscata, Demone. – Non era esattamente una domanda.
Sapevo che non saresti morto qui e oggi, oh Potente fra i Potenti – rispose lui. Non era né una conferma né una smentita, ma da un Demone di Tzeentch non ci si poteva aspettare altrimenti.
So che hai motivi per essere qui che non sono certo legati al mio destino, ma non mi importa. Né ho interesse a sapere quali patti hai stretto con la genia di Fulgrim. I servi di Slaanesh sono… eccentrici, ma fidati. È dei miei che preferiscono fare a meno.
Come preferisci. Come ti ho detto, non mi interessa. Ora facciamo a pezzi quel che resta di questo pianeta, in attesa che Mortarion torni dalla sua missione a Nord. È evidente che c’è qualcosa di grosso lì, o Gabriel Angelos non ci avrebbe condotto i suoi uomini nonostante il nostro attacco alla capitale. Forse dovrei intervenire personalmente…

MORTARION

Delphis, Emisfero Nord.

Il grottesco Dominus del Dark Mehanicum si avvicinò al Signore della Peste per il suo rapporto, accompagnato da uno degli ufficiali Iron Warriors.

Siamo all’inseguimento, mio signore, ma le forze imperiali sono riuscite a sfuggirci… per ora.
Patetico. Avete un compito, e sarà meglio per voi portarlo a termine, o dovrete risponderne a me.
Senza dubbio, Signore della Peste – rispose il giovane ufficiale dei figli di Perturabo – i nostri uomini sono sguinzagliati ovunque. Inoltre, Delphis Prime è caduta. Gabriel non ha alcun posto dove fuggire ormai.
Me lo auguro, o diventerai nutrimento per i miei Nurglini, Iron Warrior. Ora tornate alle vostre unità… quelle macchine senza anima sono un oltraggio per il Nonno.
Mortarion si sollevò sulle sue gigantesche ali di cuoio e strinse forte Silenzio con entrambe le mani, lanciandosi contro la Cripta Tesseratica. La figura di fuoco al suo interno rivolse la testa verso di lui, in un gesto di sfida.
Presto sarebbe stata distrutta.
Presto questo mondo sarebbe caduto.
E quegli Imperiali codardi avrebbero capito cosa significa provare a sfuggire al Signore delle Mosche.

Mauro Canavese e Niccolò Agresta