Jerusalem di Alan Moore: il romanzo in cui storia e sovrannaturale si intrecciano

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Alan Moore, celebre scrittore di fumetti quali Watchmen, V per vendetta e From Hell, si è dedicato negli ultimi dieci anni, tra le varie cose, ad un libro che fonde elementi di storia e del sovrannaturale, ambientato nella sua città natale, Northampton, in Inghilterra.

La storia si sviluppa attraverso i secoli, ed è basata su avvenimenti e personaggi realmente esistiti, ma arricchita di idee, leggende e fantasia. Il libro è caratterizzato da diversi stili di scrittura, alcuni dei quali ispirati a Samuel Beckett e James Joyce, altri persino in versi. Il titolo, Jerusalem, è un riferimento all’omonimo inno di William Blake, prefazione del poema epico Milton. I temi principali affrontati sono la povertà, la ricchezza, la storia, l’evoluzione della lingua inglese, la follia, i fantasmi, sogni, visioni e premonizioni.

Jerusalem è disponibile nel nostro negozio Galactus Tiburtina, edito da Rizzoli.


Trama ufficiale:

Nel mezzo miglio quadrato di decadenza e distruzione che un tempo era la capitale della Sassonia Britannica, l’eternità si aggira tra palazzoni a rischio di incendio. Incastonato nell’ambra sporca della storia del quartiere – tra i suoi santi, re, prostitute e derelitti –, si svolge un tempo umano diverso, una simultaneità sudicia che non distingue tra le pozzanghere color petrolio e i sogni infranti di chi le naviga. Demoni la cui ultima citazione risale al Libro di Tobia aspettano su scale che puzzano di urina, spettri delinquenti di bambini sfortunati scavano gallerie tra i secoli e nelle sale ai piani alti capomastri dal sangue dorato riducono il destino a un torneo di biliardo inglese. Vicoli scomparsi svelano la propria voce, nata da parole perdute e da un dialetto dimenticato, per raccontare leggende spezzate e sorprendenti genealogie, storie familiari di vergogna e follia. C’è una conversazione nella cupola colpita dai lampi della cattedrale di St. Paul, un parto sui ciottoli di Lambeth Walk, una coppia in crisi che trascorre una notte intera sui freddi gradini all’ingresso di una chiesa gotica e un bambino che per undici capitoli soffoca a causa di una pastiglia contro la tosse. Si sta allestendo una mostra e, sopra il mondo, un vecchio nudo e una splendida bambina morta corrono lungo gli Attici del Respiro verso la morte termica dell’universo.
Una sfarzosa mitologia per chi non ha nulla, attraverso le strade e le pagine labirintiche di Jerusalem percorse da fantasmi che cantano di ricchezza e povertà; dell’Africa, di inni e del nostro logoro millennio. Parlano dell’inglese come se fosse una lingua visionaria, da John Bunyan a James Joyce, discutono a lungo dell’illusione della mortalità post Einstein e insistono nel dire che lo slum peggiore in assoluto è l’eterna città santa di Blake. È il racconto di ogni cosa, dotato di un’immaginazione feroce e di una portata stupefacente, narrato da una fogna scomparsa.

Fonte: http://www.rizzolilizard.eu/