Kikkirikiller: Tra gore e kawaii

0

Improvvisamente, l’orrore! Tutti gli adulti si sono trasformati in giganteschi polli assassini e depravati e i ragazzi sono costretti a nascondersi, fuggire e farsi forza a vicenda. Ma, per alcuni versi, le cose non sono poi così diverse da prima. L’autore Yousuke Suzaki ci conduce in un grottesco scenario apocalittico!

Un piccolo bambino si nasconde mentre il padre, ubriaco, si avvicina minaccioso. Con questa immagine si apre il primo dei cinque volumi di Kikkirikiller (Bogyaku no kokekko), un horror grottesco in cui l’autore Yousuke Suzaki incentra tutta la narrazione su una metafora per niente velata. Gli adulti, mostrati da subito in contrapposizione ai ragazzi di belle speranze e ai bimbi tenerini, conducono una vita basata sulla violenza e sull’abuso sessuale.

Poi, improvvisamente, tutti gli adulti dai 20 anni in su si trasformano in polli giganti che sbranano i minorenni. A volte, conservando qualche istinto legato alle perversioni sessuali umane. Va detto che, seppur sia quest’ultimo un tema importante al quale Yousuke Suzaki dedica molto spazio, in alcuni passaggi l’autore spinge un po’ troppo su questo aspetto, intrecciando alcuni eventi in modo da renderli un pretesto per mettere in scena fantasie erotiche di ogni tipo (pensate appositamente per il target del manga): alcune da galera, altre leggermente meno. Per fare un esempio estremamente soft, in una tavola l’autore fa cadere a terra un personaggio solo per poter disegnare una ragazza vista dal basso, inquadrata da sotto la gonna. Tra l’altro, senza che questo momento venga seguito da un reale sviluppo o sentimentale o anche solo erotico.
In generale è presente in tutto il volume una tensione sessuale forte, adolescenziale ed esplicita, mostrata però quasi esclusivamente – con un paio di importanti eccezioni – in termini visivi e non narrativi. E il punto di vista è esclusivamente maschile, con il corpo della donna che viene ripetutamente martoriato mostrando ogni dettaglio, mentre il corpo nudo dell’uomo viene sempre censurato. Ma non siamo qui per fare un’analisi di determinate nicchie della cultura giapponese legate a questa concezione della sessualità, quindi glisseremo su questo argomento.

I protagonisti sono dei ragazzi di un orfanotrofio, neo-diplomati che decidono di proteggere i loro piccoli e pucciosi compagni sopravvissuti all’apocalisse. Yu, il protagonista principale, avrebbe lavorato in una fattoria di polli, di lì a poco. Tutti i neo-diplomati pensavano di essere usciti dalla gabbia dell’orfanotrofio, e ora si trovano in un’altra gabbia. La gabbia è sempre un confine costruito dagli adulti, un qualcosa di estraneo che opprime. Un rapporto difficile tra generazioni che comunicano raramente, e ancor più raramente in modo positivo.

I personaggi principali, delineati in modo netto, subiscono grosse evoluzioni nel corso dei capitoli. Talvolta, alcuni si comportano in maniera apparentemente incoerente, ma l’idea è proprio quella di mostrare azioni impulsive, spinte dalla disperazione. In altri casi, invece – soprattutto all’inizio – si assistono a scene al limite del supereroistico, con gesta spericolate, improbabili e guidate da un’etica dei protagonisti al limite del casto e puro. Nei primi capitoli non viene sempre spontaneo parteggiare per il solare, simpatico e impeccabile protagonista, ma piuttosto si simpatizza per il co-protagonista, fallace e dalla dubbia moralità, sconvolto dal dover compiere scelte davanti alle quali non avrebbe mai voluto trovarsi. In ogni caso risulta facile provare empatia per questi personaggi, così simili a noi nei loro pregi e nei loro difetti. In un certo senso, però, ci si affeziona anche agli antagonisti, seguendo una trama che, nonostante qualche imperfezione, risulta avvincente e costellata di piccole chicche e scene folli. Capitolo dopo capitolo, dai momenti di pura azione a quelli più malinconici e incentrati sui pensieri più intimi dei personaggi..

Passando ai disegni, non si può che dire bravo a Yousuke Suzaki. Le scene d’azione risultano sempre chiare e d’impatto, e la varietà nelle tecniche e nello stile non pare mai fuori luogo: la presenza di bimbi kawaii dal tratto estremamente stilizzato e umoristico non stride con lo stile pulito ma più elaborato dei ragazzi più grandi. I polli, invece, dotati di cresta e bargiglio con texture realistiche, creano un forte contrasto con i giovani, rendendo ancora più evidente l’incompatibilità tra le due generazioni e senza mai risultare pesante da guardare: anzi, i protagonisti risultano ancora più evidenti proprio grazie a questo espediente visivo. Il tutto è calato in ambienti realistici, che in più di un caso l’autore sembra aver disegnato ricalcando foto: e tutto funziona benissimo, niente sembra fuori posto.
Il mood è perfetto: un’ambientazione urbana realistica per rendere l’orrore ancora più agghiacciante.

In conclusione, questo lavoro di Yousuke Suzaki te lo divori in poco. Se poi ti piace il genere – anzi, uno dei generi – è esattamente quello che fa al caso tuo.

Ma soprattutto, capitolo dopo capitolo, è in grado di stupirti e di farti porre sempre nuove domande: che rumore fa un pollo alto tre metri che si sfracella sull’asfalto in seguito a una caduta libera di diversi minuti?

Leggete questo fumetto e, forse, troverete una risposta a questa e a tante altre domande.
E sì, molte risposte saranno particolarmente soddisfacenti.

Recensione di Andrea Fasano

MORTI SADICHE E COLPI DI SCENA IN UN HORROR ORIGINALE, BRUTALE E GROTTESCO! Yu, diciotto anni, è molto protettivo nei confronti degli altri giovanissimi inquilini dell’orfanotrofio in cui vive. Il giorno del suo diploma, incredibilmente, in tutto il mondo gli adulti si trasformano in giganteschi polli assassini… L’ora del massacro e del panico è giunta!

Tutti i 5 numeri di Kikkirikiller e il cofanetto completo sono già disponibili in fumetteria!