Little Bird

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Libera l’Ascia, salva il popolo! Libera il nord, salva il mondo!

La missione di una figlia sperduta è la speranza di un popolo, ultimo frammento della Resistenza canadese contro l’atroce, e apprezzabilmente sopra le righe, teocrazia delle Nazioni Unite d’America.
Una distopia fantascientifica colorata di crudo biasimo politico, storia di guerra che è anche racconto di una tragedia famigliare, che attraversa con finezza gli elementi più magici e surreali della mitologia dei nativi nordamericani.

Little Bird è l’oceano, e le montagne. È più che una semplice bambina, e tutto questo è più che solo un sogno. C’è un intero mondo, in lei: lei è la terra.
Queste sono solo alcune delle parole parafrasate della “piccola”, ma cruentissima e convincente protagonista di questo vero e proprio capolavoro, ogni tanto possiamo permetterci di sbottonarci e di dirlo, di ultimissima uscita.

Non a caso questa miniserie, ai testi il canadese Darcy Van Poelgeest, sceneggiatore e regista cinematografico, disegnata mirabolmente Ian Bertram con Matt Hollingsworth ai colori e Aditya Bidikar al lettering, è stata prima nominata ed è poi riuscita a conquistarsi il Premio Eisner 2020 come Miglior Serie Limitata (o miniserie).Ed è un premio meritatissimo, derivante dal lavoro incredibile e dagli altissimi livelli che chiunque abbia lavorato a quest’opera, dai testi ai colori, dimostra di aver raggiunto e infuso in questa storia.
Ma andiamo a vedere adesso, a tutti gli effetti, di cosa parla Little Bird.

Little Bird, non inteso come titolo ma come nome proprio, è la figlia di una grande donna, leader delle ultime sparse frange della resistenza canadese contro la malvagia, sanguinaria e senza scrupoli teocrazia delle Nazioni Unite d’America. Questo conglomerato che ha tutto l’aspetto di una tirannia camuffata da guida illuminata, con in cima un Nuovo Vaticano a stelle e strisce guidato da un autoproclamato vicario di cristo.
E Little Bird – il fumetto, stavolta – si apre e ci catapulta direttamente nel vivo dell’azione, mentre seguiamo in battaglia la madre della nostra piccola eroina, e poco alla volta ne comprendiamo meglio le ragioni, tanto quanto ne scopriamo segreti e verità non dette.
Volendo evitare spiacevoli anticipazioni, la storia principale, pur avventurandosi volentieri e a più livelli nel racconto della guerra tra queste due fazioni – più spesso un massacro che uno scontro vero e proprio – pone in realtà il centro della propria attenzione sulle vicende di questa famiglia; famiglia particolare, complessa e sicuramente disfunzionale, di cui a mano a mano scopriamo gli altri membri, condividendo punto di vista, rivelazione e sorpresa con la nostra protagonista.
Si assiste allora a uno scontro globale che quindi è anche lotta interna, intima e famigliare, costellata di traumi e colpi di scena, che non si fa mancare oltre alla spietata critica politica anche il continuo confronto di temi e visioni del mondo in opposizione: scienza contro natura, società contro libertà, in ogni caso i superstiti saranno pochissimi e la vittoria, forse, di nessuno.

È doveroso, a questo punto, soffermarsi un momento per apprezzare il lato artistico e meramente estetico del volume.
I colori, piacevolissimi e molto coerenti con lo stile, completano il mood dell’opera alternando i momenti più surreali, cupi e cruenti delle scene sporche che raccontano di ribellione e di mito, ai toni pastello utilizzati per rappresentare – con sapiente gioco di contrasto tra colore tenue e crudeltà del soggetto raffigurato – quegli ambienti e quei momenti in cui è protagonista il Nuovo Vaticano, con la sua falsa facciata decorata di blasfema santità.
I disegni di Ian Bertram, poi, sono un prodigio orrendamente incantevole, perfettamente adatti nella loro commistione di grottesca semplicità e sfarzosa violenza.
L’espressività che riesce a infondere nei personaggi è potente e immediata, e oltre all’azzeccatissima caratterizzazione degli ambienti e del design di questa distopia politico-religiosa, ovunque il nostro occhio si posi sulle tavole si riescono a cogliere dettagli ed elementi magistralmente posizionati in modo tale da creare un’incantevole sensazione disturbante che pervade tutto il racconto, arrivando in pochissimo al lettore e riuscendo a catturarlo quando deve, e a scuoterlo come vuole.

In conclusione, mentre di solito riserveremmo queste ultime righe, e i commenti finali, ad un’analisi quanto più oggettiva possibile dei lati positivi e negativi dell’opera, bilanciandoli e cercando di trarne fuori le ragioni per cui alcuni lettori potrebbero dirsi interessati mentre altri finirebbero per non gradire – o ritrovarsi di fronte a una storia troppo al di fuori del loro gusto o della loro abitudine – stavolta, di fronte a quest’opera eccellente che è Little Bird, è giusto sbilanciarsi.
Ogni tanto, pur cercando di rimanere oggettivi, è necessario prendere coraggio e dire a gran voce, o scrivere come in questo caso, che se questo volume, se questa storia appena uscita è già stata premiata come migliore di quest’anno ed è già arrivata sulla bocca di tutti, un motivo c’è ed è un motivo valido.
E il motivo è che Little Bird è un capolavoro e sì, dovreste proprio leggerlo. Fatevi questo regalo.
Buona lettura!

Recensione di Simone “Ishvard” Leonetti

Nel futuro, le Nazioni Unite d’America regnano dispoticamente tramite il loro spietato impero teocratico. L’unica resistenza rimasta, situata nel cuore nelle Montagne Rocciose canadesi, è guidata da una ragazzina di dodici anni. Little Bird combatte, e mentre lo fa deve scoprire chi è veramente. Una storia incredibilmente emozionante nominata all’Eisner Award e impreziosita dai disegni di Darcy Van Poelgeest e Ian Bertram.

Little Bird: La Battaglia per la Speranza dell’Antico esce in fumetteria il 24 settembre!