The Low, Low Woods

0

Horror, amore e memoria

Pennsylvania, anni ‘90: le giovani El e Vee si svegliano in un cinema senza ricordare cosa sia successo nelle ore precedenti. Determinate a scoprirlo, si troveranno a scavare nei segreti e negli orrori della provincia americana. Attraverso le sue inquietanti atmosfere horror, Carmen Maria Machado ci racconta la crescita delle due ragazze verso l’età adulta.

Di opere narrative inquietanti ambientate nella provincia americana ce ne sono a bizzeffe, e potremmo quasi considerarlo come un genere a sé stante. Del resto ha una sua iconografia, un suo immaginario che, anche allontanandosi dai cliché, ha delle caratteristiche visive e narrative ben precise. In particolare, è un’ambientazione molto predisposta alle tipologie di horror più disparate, horror molto fisici, a tratti disturbanti. L’orrore è strettamente legato alle cittadine raccontate e ai relativi abitanti, quasi costretti a rimanere lì per sempre, senza la possibilità di liberarsi dalle proprie radici. Un po’ come in American Graffiti di George Lucas, però con un sacco di corpi dilaniati e con segreti oscuri che vengono tramandati di generazione in generazione.Non è un caso se la prima opera della linea horror della DC Comics curata da Joe Hill (pseudonimo di Joseph Hillström King, figlio di Stephen King), Hill House Comics, ci racconta una di queste storie.

Con The Low, Low Woods l’autrice Carmen Maria Machado dimostra un approccio all’horror molto consapevole. Niente è fine a sé stesso e, come nelle grandi storie di genere, riesce a trattare temi attuali e ancestrali, con una visione estremamente coerente, integrando il tutto in modo organico, ponendo il lettore davanti a un racconto costruito su più piani di lettura. Seppur un paio di passaggi – comunque necessari – possano risultare in parte verbosi e didascalici, non si ha mai l’impressione di leggere un flusso di coscienza né un saggio breve maldestramente mascherato da storia di paura: si tratta innanzitutto di un racconto horror di formazione.

C’è la crescita, il distacco dalle proprie radici, la scoperta della sessualità e del proprio corpo, il valore della memoria, la repressione e gli orrori dell’uomo nascosti agli occhi meno attenti. Gli spunti di riflessione sono numerosi, all’interno di un soggetto delineato in modo compatto e coerente con la visione dell’autrice.

La trama ci mostra in parallelo la rivelazione dei misteri che si nascondono da generazioni nella cittadina e la scoperta che le protagoniste fanno di loro stesse, dei loro corpi, di ciò che vorranno diventare e dei loro stessi sentimenti, primo fra tutti l’amore.

El e Vee, svegliatesi nel cinema della loro cittadina a film finito, non ricordano cosa sia successo dopo aver visto i trailer. Le due amiche non hanno semplicemente dormito, e sono intenzionate a indagare. La loro città, un tempo importante centro minerario, convive da sempre con l’orrore delle malattie causate da disastri ambientali e di eventi drammatici del passato. Ma c’è anche un orrore nascosto, tra perdite di memoria, donne segnate dal destino e terribili creature del sottosuolo che emergono nel bosco.

Ma El e Vee, giunte al termine del loro percorso scolastico, hanno delle aspirazioni, e per portarle avanti dovranno riuscire nell’impresa di lasciarsi alle spalle tutto questo. Oltre, forse, a doversi separare.

Breve osservazione positiva: questa storia vede protagoniste due ragazze – per di più omosessuali – e la loro identità è il fulcro della narrazione. Non era affatto scontato che tutte le addette ai lavori, trattandosi di un prodotto horror mainstream, fossero donne.

Dal punto di vista visivo, la storia si amalgama alla perfezione con i colori di Tamra Bonvillain, ottimamente in linea con il tipo di racconto, e con i disegni di Dani.

Lo stile dell’autrice è meravigliosamente sporco, caratterizzato dall’inchiostrazione ricca di pesanti e nervosi tratteggi, spesso molto compatti, che a volte si traducono nella creazione di soluzioni visive che prescindono dalla ricerca del realismo. Al tempo stesso, i disegni hanno effettivamente un’impronta realistica, e la cura dei dettagli contribuisce all’immersività dell’opera.

Un’ultima piccola menzione di merito va alla composizione delle tavole, tra i neri pieni, i colori e la costruzione della gabbia molto libera – e ragionata.

Sì, quello della provincia americana è effettivamente un genere a parte, e continuerà a prestarsi a molte altre metafore in mano a molti altri autori. Intanto, per qualsiasi tipo di lettore, vale la pena dare uno sguardo a questo primo fumetto della Hill House Comics.

Recensione di Andrea Fasano

• La faccia orrorifica e bizzarra della provincia americana in un nuovo volume autoconclusivo della linea Hill House!

• El e Octavia non ricordano cosa sia successo quando sono state al cinema… e l’indagine su quei fatti porterà alla luce una serie di disturbanti verità!

• Un romanzo di formazione a fumetti che sfrutta il body horror per raccontare di due ragazze alla scoperta del mondo adulto e della sessualità.

• Da una delle più acclamate autrici di letteratura horror del mondo, Carmen Maria Machado.

The Low, Low Woods – Il Bosco Misterioso è in uscita il 21 dicembre!