Il Pauper di Iconic Master: le piccole rivoluzioni che cambieranno il Meta

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Siamo sotto Natale, mentre le nostre menti già si arrovellano da settimane per pensare al miglior regalo da fare, già sentiamo l’ansia arrivarci alle stelle: quel blocco sotto lo sterno che si prefigura quando immaginiamo le code ai negozi e pacchi regalo sotto il braccio. Insomma, ogni anno il solito piccolo dramma natalizio. Ma Mamma Wizard quest’anno ci ha un po’ risollevato, facendoci un grande regalo in netto anticipo sulle festività, permettendoci di avere qualcosa a cui pensare durante il cenone di Natale, in quei maledettissimi tempi morti tra l’ultima portata di gamberoni e il panettone.

Parlo ovviamente di Iconic Master, l’espansione uscita il 17 novembre che ha puntato molto sulla ristampa di grandi glorie del passato. Ovvio: i giocatori di Modern e Legacy stanno festeggiando come se non ci fosse un domani, ma anche noi “umili” del pauper non scherziamo. Sono infatti ben 101 le comuni presenti, delle quali ben 26 con downgrade che entrano di diritto nel formato.

  Diciamocelo subito: in linea generale, il Meta non verrà stravolto. L’introduzione, anche di belle carte come Seeker of the Way e Lead the Stampede, non riuscirà a svecchiare un Meta ancora un po’ ingessato e più o meno invariato dallo scorso settembre. Per alcuni questo è un vero e proprio sospiro di sollievo (penso ai giocatori di Dinrova e Boros Monarch); per altri forse una piccola disfatta: nell’aria, specialmente dopo il Geddon di Roma, giravano malumori sulla presenza ingombrante dei “soliti” Tier 1 nelle top di mezza Italia. E la speranza che questa situazione sarebbe cambiata è stata disattesa. Ma in tempi di mutazioni bisogna attendere. Sono convinto che Iconic porti (e, in realtà, sta già portando), una serie di rivoluzioni silenti e striscianti di cui ne raccoglieremo i frutti maturi solo fra qualche mese.

Per quanto riguarda la maggior parte dei downgrade, c’è molto poco da dire. La maggior parte delle carte sono al limite dell’ingiocabile. Tra quelle degne di nota troviamo Dissolve, riguardo cui si è creata addirittura una speculazione fatta di discussioni dotte su Reddit, ma che ha lasciato il tempo che ha trovato: di counter, – e intendo counter buoni – ne abbiamo già a bizzeffe. Idem dicasi per Ivy Elemental, che nelle giornate degli Spoiler infiammava gli animi degli internuti più homebrew addicted, facendo sognare strampalati Trono ultra-aggro monoverdi. Tra i pezzi “diversamente interessanti” troviamo un umilissimo muretto, Jaddi Offshoot, che potrebbe trovare gioco in un mazzo-muri (e qui il problema sarebbe capire se esiste o no, il mazzo-muri), e Jhessian Thief, blu, molto meno forte del Ninja of the Deep Hours, ma che, vuoi per il suo body onesto, vuoi per Prowess, potrebbe trovare spazio in un blu-aggro, magari con meno counter e fatine, e con una giusta dose di simpatia.

Ma passiamo ai ragionamenti seri: le vere “star” di queste espansione sono principalmente tre: Jace Phantasm, Seeker of the Way e Lead The Stampede.

La prima è stata accolta dalla comunity con un misto di freddezza e fascino. Il Mill, mazzo in cui trova il suo posto naturale, è in effetti è un archetipo poco giocato in pauper, ma al contempo classico e sempre presente nei cuori dei giocatori. Che questa carta gli riesca a dare lo sprint finale la vedo improbabile, ma di certo apre strade alle “macine” come non era mai successo prima. Il Phantasm può diventare un 5/5 già dai primissimi turni, e innescare una via aggro del tutto inaspettata ed efficace. Purtroppo il Phantasm, oltre a quest’archetipo, non riesce a infilarsi praticamente in nessuna base blu, e quindi il suo utilizzo sarà estremamente circoscritto.

Lead the Stampede è, al contrario, la vera regina di Iconic per il pauper. Al suo spoiler – lo ricordo benissimo – si udì una sorta di hola fra tutti i giocatori di elfi.  Una carta che a costo tre ti fa pescare e mandare terre o altro in fondo al grimorio: what else? Una bomba, né più, né meno. Una sorta di Collective Company dei poveri, che fa da “motore” a mazzi che hanno il continuo rischio della doppia pescata morta. In particolare nel caso di Elfi, Lead permette di non splashare con il blu, e di aprire slot per altri pezzi utili. La forza della carta non si sta misurando solo nel deck delle creature dalle orecchie a punta, ma anche in Tramutanti. Quest’archetipo, dal fascino vintage come pochi, potrebbe seriamente trovare spazio fra i tier se solo riuscisse a beccare il giusto mix di colori e pezzi, e Lead gli consentirebbe di avere una forza dirompente: immaginate, al terzo turno, con già due tramutanti “pompati” fra di loro a terra, di pescare altri quattro pezzi e avere carburate per fare un board imbattile: ripeto, una bomba.

  Lead cambierà il meta? Con molta probabilità si. Elfi assurgerà a tier costante, e dovremo adattare i nostri mazzi a questo trend: nei primi tornei in giro per l’Italia la cosa è già palese. Riguardo la polemica sullo split con Distant Melody, non entro nel merito: mi sembrano discussioni poco produttive: c’è chi vorrà stare sul sicuro mettendo 4 Lead e 2 Distant, e chi amerà giocare più “quadrato”, con soli quattro peschini. Felici tutti insomma.

L’ultimo pezzo di cui andremo a parlare è il Seeker of the Way. L’ho lasciato per ultimo perché fra i “pezzi forti” è forse quello più passato in sordina. Certo, chi ha la memoria lunga ricorda cosa diavolo combinava questo monaco solitario in Standard un paio di anni fa: era un piccolo dramma per tutti gli avversari, tra lifegain e trick inaspettati. Ma riuscirà a trovare spazio nel formato? La vulgata attualmente risponde un quasi secco “no”. Anche se forte, il Seeker risulta inseribile con difficoltà in Boros, Boros Monarch, e Jeskai. Tutto vero, ma al contempo va notato che il power level del pezzo è mostruoso: ha un body accettabile, un costo basso, si pompa da solo e ci fa fare vantaggio life points. Se analizzate nel dettaglio, tutte queste caratteristiche rendono Seeker una sorta di Must Have per tutti i mazzi con il bianco. La sua forza intrinseca risiede soprattutto nel risultare un’arma di distruzione di massa contro tutti gli aggro, e in particolare fatale (se debitamente protetta) contro burn. Direte voi: basta? Beh, sì. Dai test che ho seguito Stompy quando vede Seeker, deve ammucchiare e farsi una passeggiata di salute tra cinghiali e lupi zombie. In tal senso, aumentare a dismisura il vantaggio contro deck contro cui il match-up non era malvagio mi sembra davvero una piccola rivoluzione: è una sicurezza in più, che proprio nel competitivo, con tornei da svariati turni, non può che essere eccezionale. In ultima analisi (ma spero di riuscirne a parlare compiutamente in un altro articolo), Seeker permette l’entrata in pauper di un archetipo semi-sconosciuto, l’Heroic. Gloria (e dannazione…), dei giocatori standard 2014/15, il deck risulta ricreabile quasi integralmente, essendo un buon 80% di carte comuni. Sto seguendo personalmente test “spinti” con la versione bianco-verde, tra Rancor, Vines, Seeker, Viridescent Wisps e Lagonna-Band Trailblazer, che stanno dando frutti molto interessanti. E’ una follia? Forse: ma è una bellissima follia.

 

  Queste sono le prime analisi della ventata di Iconic Master. A rischio di fare da Cassandra, penso che nei prossimi mesi il Meta sarà mutato almeno in buona sostanza. Stompy dovrà cedere il passo all’inesorabile ascesa di Boros e Boros Monarch; Elfi dominerà i tavoli, e aggro bianco-verdi, stabili e quadrati, potrebbero darci grandi sorprese e soddisfazioni. Dinrova, ahimè, con le sue infinite Paci Momentanee, starà ancora lì a dire la sua, forse senza neanche un Burn che gli possa dare qualche sacrosanta lezione.