Platinum End #1-2: Recensione Manga

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Platinum End è un manga dalle grandissime origini: gli autori sono infatti gli stessi del celebre Death Note, uno dei manga di maggior successo degli ultimi vent’anni. Platinum End è la conferma che il tema preferito dallo sceneggiatore Tsugumi Ōba è l’ascesa di un mortale a divinità: infatti così come al protagonista di Death Note, Light, veniva donato il potere divino di uccidere a suo piacimento tramite un mortale quaderno, in questa nuova storia vengono presentati 13 candidati a diventare il nuovo Dio, dotati del potere della Freccia e delle Ali e del supporto di un angelo. Si tratta quindi di una sfida, le cui regole vengono scoperte pagina dopo pagina, in un crescendo di complicazioni e misteri legati intorno a questa strana competizione.

Ancora più ricchi che in Death Note, i disegni di Takeshi Obata accompagnano perfettamente questo manga, specialmente per quanto riguarda il design degli angeli che è un affascinante mix tra eleganza, innocenza e pericolosità eterea; in altri personaggi, invece, si percepisce un’influenza alla Evangelion che aggiunge un tono più fantascientifico che metafisico alla storia.
I primi due volumi sono ricchi di fascino e di mistero e promettono lo snodarsi di una trama intricata, dalle profonde riflessioni sull’umanità, sul concetto di giusto e sbagliato e sulla moralità nelle azioni e nel pensiero. Il nuovo manga di Ōba e Obata per ora non delude, anche se rimane una tacca sotto l’incredibile livello di Death Note; la sfida è però aperta, e non è da escludere che questo lavoro possa sorprendere i lettori di tutto il mondo.