Plunderer

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Colpi di scena a raffica in un’avventura che non ti aspettavi!

Un Action Fantasy di botte e di spade, intenso, adrenalinico in cui non mancano però dei momenti più leggeri. Un Post-Apocalittico Distopico, dalla trama intrigante e intricata pervasa da un fitto mistero e da forti quanto complessi ideali. Ma anche un commedia romantica, spesso  oltre il limite dell’Ecchi.

“Rat-Man… Rat-Man non esiste più da tanti anni!”; urla il Supremo Loden. “Me l’ha detto anche Leo Ortolani”, aggiunge.

Plunderer è un manga tanto interessante da leggere quanto difficile da recensire.Certo, di sicuro non stiamo parlando di un’opera autoriale, pittorica, intimista e immersa nel reale – non è di un Taniguchi che stiamo parlando – ma nonostante sia un manga (e anime) volutamente pop e d’intrattenimento, è certo pensato e costruito bene fin dalle sua basi.
Prima di tutto, la ricetta: Plunderer parte e si presenta subito come un eterogeneo cross-over di generi narrativi, che spazia dal fantastico all’action, dal distopico allo sci-fi, passando per il romantico e per lo shonen d’avventura.
Questa commistione risulta, oltre che gradevole e curiosa, in uno stile di racconto molto moderno, dal ritmo rapido e quasi frenetico, che ben si presta ai numerosissimi colpi di scena che l’autore Suu Minazuki già noto per opere come “Angeloid – Sora no otoshimono” e “Daisuki desu!! Mahou tenshi Kosumosu” – inserisce più spesso che mai.
Uno dei migliori pregi di questo Plunderer, in effetti, è proprio la frequenza e la potenza dei plot twist, che non solo sorprendono ma stravolgono continuamente lo status quo e le regole del mondo conosciute fino a quel momento.

Ma di cosa parla, quindi?
Plunderer è ambientato in un mondo evidentemente post-apocalittico, in cui la società, per lo più rurale, vive pacificamente in villaggi e cittadine dall’aspetto medievale-fantasy. Ambientazioni, personaggi e certi elementi presenti in scena – oggetti soprattutto – ci fanno capire che ci troviamo in una società, tranquilla e poco affollata, che si sta ancora riprendendo da un non meglio specificato disastro. In questo mondo ogni persona ha inciso sul proprio corpo un numero che indica valore della persona e il suo status sociale: un numero che può salire ottenendo qualcosa (nemici sconfitti, criminali arrestati, lodi ricevute o chilometri percorsi) o scendere fino a zero, segnando la fine dello sfortunato, che finisce per essere catturato da una forza sovrannaturale e portato a forza nel misterioso Abyss. La storia inizia nell’anno 305 del “calendario Alcian” e segue le vicende di Hina, docile e timida ragazzina in viaggio da sola dopo aver visto la madre rapita dall’abisso, e aver ricevuto da lei una misteriosa sfera e la richiesta di trovare il leggendario Asso, un eroe dei tempi passati in grado di compiere imprese straordinaria e dotato di forza sovrumana.Ma la ragazza non tarderà a farsi degli amici molto particolari lungo la strada, come l’improbabile pervertito mascherato Licht Bach, e a incontrare persone uniche e incredibili, tra cui anche alcune collegate proprio a questi eroi della leggenda.

Tutto non senza una serie di vulgar displays of power sparsi qua e là, ad alzare il ritmo della narrazione e a stabilire il livello di potenza dei personaggi, protagonisti e comprimari, appena incontrati.

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Insomma, lo sforzo dell’autore, soprattutto nei primi capitoli che fungono davvero da didascalica introduzione, è rivolto sì in buona parte alla presentazione dei personaggi e del loro carattere, ma anche e forse soprattutto al dettagliato racconto del funzionamento delle logiche e delle regole dell’ambientazione, calata in questo mondo allo stesso tempo fantastico e post-apocalittico.
Conosciamo i personaggi grazie a un intelligente racconto alternato che lascia da parte, nella seconda metà del volume, quella che sembrava (e si potrebbe considerare) la principale protagonista femminile, Hina, per introdurre una serie di personaggi comprimari ma che rimarranno in secondo piano per molto poco tempo.

Dando un’occhiata ai volumi successivi, e spulciando qui e lì tra le anticipazioni sul proseguimento della storia, si capisce e ci si stupisce piacevolmente di come la storia prenda rapidamente una piega sempre più complessa e sfaccettata.
Non volendo spoilerare affatto, si può comunque dire che l’ambientazione, per come presentata nei primi volumi, non sarà l’unico mondo esplorato dai protagonisti e che, proseguendo con la lettura, si avrà modo di scoprire ampiamente il misterioso passato di questa ambientazione, legata e sconvolta dalla Guerra di Rifiuto, e dei suoi protagonisti; specialmente gli Assi.

Affrontare un’opera che si sa aver avuto notevole fama in terra natia, ma che in Italia, arrivato da poco sia come manga che come anime, è praticamente sconosciuto, non è facile.
Volendo cercare di capire perché Plunderer abbia riscosso questo successo ci si crea delle aspettative e, a voler essere del tutto franchi, chiuse le pagine del primo tankobon solo alcune di essere vengono mantenute. Eppure, per fortuna, si intuisce subito che dietro debba esserci (e, spoiler: c’è) tanto di più.
Qui vediamo appena la nascita di quello che sarà il gruppo dei protagonisti dell’opera, e iniziamo a intuirne le dinamiche e la complicatezza dei (pur spesso comici e leggeri) rapporti personali, ma la storia non aspetta che di sorprenderci.
Qui ci viene presentato un mondo con delle regole complesse e una struttura gerarchica rigida e misteriosa, ma è solo l’inizio. Il primo tassello, grosso e non semplice da metabolizzare, che forse per questo richiede all’autore qualche capitolo in più per giungere al nocciolo, di un quadro che sarà pienamente ammirato solo dopo essere stato ribaltato completamente almeno un paio di volte.
Insomma, una grande promessa e un bel rischio, ma che pensiamo pagherà ampiamente chi riuscirà a superare il primo velo di comiche frivolezze che, in quest’opera ambiziosa, nasconde dietro di sé molto di più.

Recensione di Simone Ishvard Leonetti

[L’ACTION FANTASY GIÀ DIVENTATO UN ANIME DI ENORME SUCCESSO TRASMESSO IN SIMULCAST ANCHE IN ITALIA! Nello spietato mondo di Arusier ogni persona sulla pelle ha impresso un numero che ne indica il valore e ne governa la vita. Prima di essere trascinata sottoterra nell’Abyss, Hina è incaricata dalla madre di trovare un guerriero dotato di immenso potere, l’Asso leggendario…]