Record of Ragnarok

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Brunhilde, flagello degli dei

Cos’hanno in comune Jack lo Squartatore, Adamo e un lottatore di sumo?
Niente, assolutamente niente. Se non l’essere stati scelti tra gli uomini che combatteranno contro gli dei per la salvezza del genere umano. Arriva in Italia il caotico lavoro di Takumi Fukui, Shinya Umemura e Azychik
a.

Ci sono storie che sotto una superficie chiassosa nascondono vari livelli di lettura, stupendoci con una profondità inattesa, in grado di offrirci grandi spunti di riflessione o di affascinarci con una poetica delicata e memorabile.

E poi c’è Record of Ragnarok.

Con la benedizione della valchiria Brunhilde, personaggi storici provenienti dalle epoche più disparate vengono condotti in un’arena in cui dovranno scontrarsi con divinità provenienti da ogni pantheon e testo sacro. Solo così potranno salvare il genere umano, altrimenti destinato all’apocalisse.

E volano valanghe di pizze e sangue.

L’immagine degli Dei che viene fornita spesso risulta più grottesca che epica, mettendo in evidenza vizi, deformità ed espressioni caricaturali. Moralmente, gli Dei sono entità tutt’altro che perfette. Sono suscettibili e raggirabili, e solo raramente ne viene mostrata la reale potenza, rappresentata graficamente con dimensioni anatomiche spropositate. Ma una tale aura leggendaria non è prerogativa delle sole divinità, e anche gli uomini, se abbastanza valorosi, potranno apparire alti quanto palazzine abusive di tre piani.

Il che è ottimo anche da un punto di vista di leggibilità: l’attenzione deve essere posta sui combattenti dell’arena, all’interno di tavole che risultano – nel bene e nel male – cariche, rozze e caotiche, sia nella composizione che nello stile di disegno e inchiostrazione. A volte sembra che il disegnatore Azychika abbia deciso di graffiare e incidere il foglio, anche in questo caso con degli evidenti pregi e qualche pecca qui e lì.

Nella scrittura di Takumi Fukui e Shinya Umemura sarebbe eccessivo parlare di intreccio narrativo, basandosi principalmente su eventi a effetto e su lunghi dialoghi vivaci – spesso resi dinamici nella composizione della tavola o mostrati in parallelo a scene d’azione – che oltre a portare avanti la storia e a rendere più chiari alcuni avvenimenti, hanno una loro dignità a sé stante, risultando godibili e caratterizzando i personaggi principali. Con il tocco kawaii della tirocinante di Brunhilde, timorosa e petulante.

La vera forza di Record of Ragnarok la troviamo proprio nella premessa e nella costante attesa delle prossime celebrità storiche che arriveranno nei capitoli successivi. Più che fremere per il destino dell’umanità, il lettore è portato a incuriosirsi sul modo in cui verranno trattati di volta in volta i nuovi personaggi e sul modo in cui riusciranno a scontrarsi ad armi pari con l’insopportabile divinità di turno.

Ed è esattamente il punto a cui mira Record of Ragnarok. Con una potenza rozza ma efficace.

Recensione di Andrea Fasano

Durante l’assemblea per decidere le sorti del genere umano, che si svolge nel regno celeste ogni mille anni, irritati e stufi gli Dei hanno infine deliberato l’estinzione del genere umano! Ma la valchiria Brunhilde, titillandoli nell’orgoglio, li convince a indire il “Ragnarok”, ovvero la sfida finale tra divinità ed esseri umani! Per scongiurare la catastrofe, scendono così in campo i tredici uomini più forti della storia, che dovranno affrontare in scontri uno contro uno altrettante temibili divinità del regno celeste: che la battaglia per il destino dell’umanità abbia inizio!

Record of Ragnarok è già disponibile in fumetteria!