Spider-man: La storia della mia vita

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Come piangere con il ragno.

Peter Parker è del 1947, ma sembra non aver mai superato la trentina d’anni.
Ma se fosse cresciuto e invecchiato normalmente, come sarebbe cambiata la sua vita?
È da questa premessa che parte l’entusiasmante intreccio della miniserie scritta da Chip Zdarsky e disegnata da Mark Bagley!

Vale la pena ribadirlo ancora una volta: chi non vuole bene a Spider-man è un mostro senza cuore. Spider-man è proprio come noi – se fossimo stati morsi da un ragno radioattivo – in ogni aspetto, con una vita costellata di drammi, amori, delusioni, frustrazione, sensi di colpa, amicizie, conciliando il quotidiano – reale – con una seconda vita segreta a chiunque altro.

Questo vale per tutte le incarnazioni del supereroe, ma in particolare per Peter Parker, che più di tutti ha avuto una vita ricca di eventi in grado di farlo crescere, cambiandone anche il carattere.

In realtà, per quanto il personaggio di Peter sia ricco di sfaccettature, l’evoluzione del personaggio ha rallentato sempre di più fino a raggiungere la consueta cristallizzazione temporale dell’Universo Marvel. Spider-man è un ragazzo con pochi soldi, tanti sensi di colpa e che non riesce a conciliare la vita privata con quella da supereroe e, per quanto ci si possa allontanare da queste caratteristiche ben definite, dopo uno o due cicli narrativi le cose tornano quasi sempre come prima, sotto molti aspetti (con alcune celebri eccezioni, come la morte di Gwen Stacy). Qualche altra volta, poi, questo periodico ristabilirsi dello status quo è un po’ sfuggito di mano alla Casa delle Idee: sono ormai 12 anni che i fan di tutto il mondo maledicono One More Day, la saga che quasi resettò la vita di Spidey.

Eppure, al di là di quell’infausto caso, bisogna riconoscere che chi legge le storie di Peter Parker vuole avere un giovane e amichevole Spidey di quartiere, non un ricco uomo d’affari;

allo stesso tempo, però, la curiosità di vedere il nostro eroe crescere per davvero, in modo credibile e realistico, è sempre rimasta. Perché forse, sotto le vesti di quell’uomo d’affari, si nasconde ancora il cuore del ragazzo che conoscevamo, con tutto il proprio bagaglio di tormenti interiori, nuovi e vecchi.

Ed è proprio questo il punto di vista mostrato in Spider-man: La storia della mia vita. La trama sviluppata da Chip Zdarsky percorre la vita di Peter Parker un decennio dopo l’altro, a partire dagli anni ‘60 fino a oggi. È bene precisare che, rispetto ad altre opere affini, qui i contesti storici e sociali si limitano a fare da sfondo, ponendo in primo piano proprio il ragazzo – o l’uomo – dietro la maschera. La storia riprende molte delle svolte principali della storia canonica del personaggio, riadattandole – o stravolgendole – in virtù della maturazione di Peter e uno sviluppo degli eventi più realistico rispetto all’universo Marvel tradizionale.

Lo stile del racconto è di stampo classico, volutamente lineare – al di là, forse, di alcune sottotrame – e questo si rispecchia anche nelle matite di Mark Bagley, nelle chine di John Dell e nei colori di Frank D’Armata.
Sul lato visivo tutto appare esattamente dove dovrebbe essere: i decenni cambiano, ma quei disegni risulteranno sempre adatti. Per alcuni versi sembra quasi un fumetto fermo al periodo d’oro di Bagley, ovvero una ventina di anni fa, e va benissimo così. 

I suoi personaggi risultano sempre credibili e anche le tavole, dalla composizione relativamente semplice, si fanno leggere in modo scorrevole senza mai distrarre con virtuosismi o eccessivi dettagli. Tutto contribuisce allo scopo finale, mettendo in piedi un solido impianto narrativo a tutto tondo che viene coronato da alcuni dialoghi in grado di entusiasmare e, in più di un’occasione, commuovere.
A parte quando entra in scena J.J. Jameson, condannato a essere un meme in eterno.


Certo, la mole di materiale compresso in questa unica opera è imponente, e in alcuni passaggi il susseguirsi degli eventi scorre un po’ troppo rapidamente per essere apprezzato a dovere, specialmente da chi non ha una grande conoscenza della storia del personaggio. Nonostante questo, Spider-man: La storia della mia vita è un’opera in grado di appassionare qualunque tipo di lettore.

La lunga storia di un tipo qualunque, come noi, solo con qualche potere in più.

Come si potrebbe non voler bene a Spider-man?

Recensione di Andrea Fasano

• Finalmente raccolta in volume la splendida miniserie scritta dal premio Eisner 2019!

• Cosa sarebbe successo se Peter Parker avesse avuto 15 anni nel 1962?

• Come avrebbe vissuto i decenni successivi invecchiando davvero?

• Una rivisitazione della vita del Tessiragnatele illustrata da uno dei suoi autori iconici: Mark Bagley!

Spider-man: La storia della mia vita è già disponibile in fumetteria!