Star Rats

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Gli echi di una leggenda

La galassia è in pace da tempo, ma una nuova minaccia emerge dall’ombra.
Solo un Rat-Man potrebbe impedire la nascita di un nuovo impero… se solo non fosse che Rat-man non esiste più da anni!
Leo Ortolani ci riporta nella galassia che, una volta, era tutta campagna.

“Rat-Man… Rat-Man non esiste più da tanti anni!”; urla il Supremo Loden. “Me l’ha detto anche Leo Ortolani”, aggiunge.

Ed è vero.

Sono passati più di due anni dalla fine di Rat-Man, eppure sembra ieri. La storica testata chiuse in bellezza con un imponente arco narrativo, ma fin da allora Ortolani aveva promesso (o minacciato?) un ritorno del personaggio in altre storie e l’intenzione di pubblicare spillatini all’americana. Effettivamente anche in opere successive Rat-Man c’era (come in “C’è spazio per tutti” e Luna 2069”, realizzati in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana).

Eppure i fasti della testata che fu, oggi rimangono un mito.

Così come da anni vengono ristampati all’infinito i vecchi episodi di Star Rats.

Star Rats è una parodia della nuova trilogia di GUERRE STELLARI (ci tiene a chiamarlo così, l’autore) e Ortolani, per quanto la disprezzi, sfrutta al massimo ciò che di buono hanno offerto gli episodi cinematografici dal 2015 a oggi. E, da un punto di vista tematico, gli spunti di cui dispone sono oro puro.
L’eco di antiche leggende risuona in un mondo rinnovato eppure così simile a com’era un tempo. L’amore cieco per un passato che non potrà mai essere eguagliato dal presente e l’incredulità di qualcuno riguardo a questi antichi fasti.

Come la nuova trilogia cinematografica, anche il nuovo Star Rats è permeato da una metanarrazione dalla quale è ormai impossibile affrancarsi in opere post-’900. L’opera riflette su sé stessa e sul contesto in cui si trova e, che l’autore lo voglia o meno, è questa la roba che da un po’ di tempo a questa parte viene considerata arte.

Rat-Man è morto, ma fino a che punto lo è davvero?Citando la recensione di Ortolani de Gli Ultimi Jedi, la risposta è ovvia: “culo”.

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Tra l’altro, così come Rian Johnson ha fatto un lavoro dissacrante con Gli Ultimi Jedi – al di là di ogni giudizio sul film – con un sovvertimento totale delle aspettative dei fan – prendendo il tema del mito del Risveglio della Forza e dirottandolo in una direzione relativamente iconoclasta – va segnalato che di recente anche Rick e Morty ha trattato un argomento simile. In un episodio della serie animata, infatti, i fan delle avventure del passato sono dei fanatici nazisti, conservatori e incapaci di accettare una qualsiasi novità o diversità. Una lezione di vita per tutti i nerd, forse non abbastanza recepita.

E, tornando a Star Rats, anche qui c’è un mondo nuovo in cui del passato è rimasta solo una traccia. Radici dalle quali, in ogni caso, bisognerà riuscire ad allontanarsi in maniera serena e consapevole.

Star Rats e la nuova trilogia cinematografica parlano di un passato morente, eppure non sono opere crepuscolari. Perché non si limitano a essere dei capitoli conclusivi, quanto piuttosto mostrano la nascita di un nuovo mondo del quale, probabilmente, non vedremo gli sviluppi, almeno nel breve termine.

Dal punto di vista del disegno e della comicità, Leo Ortolani è sempre Leo Ortolani. Fa ridere anche solo con una mezza – bellissima – pennellata messa al posto giusto su un volto.

E ridimensiona eventi grandiosi e memorabili facendoli rientrare nella sfera del quotidiano. Magari inserendo nella storia un ordine di centinaia di pizze a domicilio, o dei vecchietti con l’Alzheimer. In quest’ultimo caso Ortolani mostra ancora una volta come sia possibile ridere di quasi tutto, con un meraviglioso equilibrio tra grezzo e delicato che si rispecchia anche nelle scelte delle inquadrature. Ricordiamo che Leo Ortolani è davvero bravo anche a far commuovere.

Diversamente dai vecchi Star Rats – letture imprescindibili nella vita – non ci saranno più numeri romani a indicare gli episodi di questa nuova miniserie di Star Rats, ma solo i titoli, come ha tenuto a precisare lo stesso autore in un editoriale a fine albo. Sarà Star Rats e basta, una storia unica, e già Stella, il primo episodio introduttivo, ci catapulta in questo mondo pieno di nuovi personaggi – oltre a Cinzia e Tamara.Da segnalare anche le due cover variant del primo albo, una per il lato chiaro e una per il lato oscuro, come sempre colorate da Lorenzo Ortolani.

Quella dei prossimi albi della miniserie (finora sono usciti Stella, Il Male Colpisce Ancora, La Maschera e L’Ultima Speranza) sarà un’attesa difficile, ma sarà ancor più difficile rimanerne delusi. Perché Leo Ortolani è il maestro, e anche le sue opere meno eccellenti dovrebbero essere lette per legge. Decreto ministeriale.

Per quanto il mondo possa cambiare, per quanto la vita di tutti i giorni possa farsi più difficile, Ortolani tornerà. Lui ci sarà, per noi e per tutto il mondo.

E noi non dovremo far altro che aspettare trepidanti per un altro mese.

Recensione di Andrea Fasano

“Dimenticatevi le guerre. Lo hanno fatto tutti. Dimenticatevi anche Rat-Man. Hanno fatto tutti così. Ed è così che nessuno ha visto tornare il Male. Nessuno, tranne una giovane ragazza di nome Stella. Stella vive su un pianeta dove vengono abbandonate le cose e le persone che non servono più, come lei. Ma non bisogna mai sottovalutare i vantaggi del riciclare! Perché dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono le Star Rats! Scusa, Fabrizio.” ‘Nuff said!“

Star Rats è già disponibile in fumetteria!

Di Andrea Fasano e Simone Leonetti