The Resistance

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Benvenuti nella Resistenza!

Una pandemia causa la morte di milioni di persone, per poi arrestarsi da un giorno all’altro, improvvisamente e senza motivo apparente. Ripresasi dal disastro, l’umanità scopre che la metà delle persone colpite dal (retro)virus e sopravvissute, circa dieci milioni, iniziano a manifestare poteri sovrumani. Questi nuovi umani finiranno per diventare eroi, criminali o emarginati? Riusciranno a integrarsi in una società che non li capisce e forse neanche li vuole?
E, tutto questo, non ci ricorda proprio niente?

Pandemia. Crisi globale. Politica corrotta. Complotti, poteri forti e fanatismi religiosi. Umanità meschina, egoista nel momento delle difficoltà contro umanità che si aiuta, si “abbraccia” e cerca di resistere. Straczynski, e che cazzo, lo spegniamo ‘sto telegiornale o no?!
Bene, ora che ci siamo tolti la doverosa quota di tristi battute lundiniane, proseguiamo cercando di capire meglio che cosa abbiamo letto – o avrete, quando deciderete di farlo – nelle pagine del primo volume di The Resistance – Benvenuti nella Resistenza, coi suoi primi sei capitoli in qualche modo autoconclusivi e sicuramente frizzanti.
Sei capitoli che, oltre al contenuto narrativo intrinseco e alla portata della storia che raccontano, si ergono come fondamenta del nuovissimo universo narrativo condiviso che nasce come colonna portante dell’altrettanto giovane casa editrice AWA studios, che esordisce con The Resistance per poi aprirsi a tante altre serie, alcune inserite nell’universo stesso o direttamente collegate, come lo spin-off di prossima uscita Moths.Piccolo trivia: l’universo narrativo è chiamato scherzosamente da Straczynski stesso Axelverse in onore del fondatore ed editor dell’AWA, ed ex editor in chief alla Marvel, Axel Alonso.
Ma torniamo (evvai!) a parlare di pandemia e delle sue conseguenze.

I due obiettivi principali che si pone questa miniserie, ottimamente introduttiva anche se pecca nel suo dover essere didascalica, sembrano ben raggiunti. The Resistance riesce, infatti, a far calare i suoi lettori tanto bene nell’universo narrativo condiviso che presenta e racconta – coi suoi nuovi supereroi che riescono a trasparire più come persone che in quanto personaggi archetipali del genere – quanto a presentare un po’ quelli che dovrebbero essere, e speriamo si mantengano, i temi e i toni presentati dalla linea editoriale della casa editrice: contenuti maturi (anche se non proprio vietati ai minori, anzi), un modo di raccontare moderno e più vicino al reale che alle caricature di genere, in aggiunta ad argomenti profondamente radicati nel mondo attuale e contemporaneo.
Anche argomenti sgradevoli alle volte, certo, come sgradevoli possono essere pensieri e parole di tante persone che ci circondano sul web. Perché, in fondo, uno zio complottista – o che non riesce a trattenersi dall’aprire mail su mail di phishing – non ce lo abbiamo poi tutti?

Spostiamo i riflettori dallo sceneggiatore (che ripetiamo se non si fosse capito, sì è lo stesso J. Michael Straczynzski che, oltre a molti fumetti indie, Marvel e DC, ha scritto Babylon 5 e Sense8, tra le altre cose) e anche dal suo editore, e parliamo un po’ di tavole a fumetti.
Ai disegni Mike Deodato Jr., altro artista che in effetti non ha bisogno di molte presentazioni, e a nostro avviso anche un’ottima scelta, niente affatto scontata, per realizzare quella che si presenta come una storia di supereroi ma che è ben lontana dal raccontare le storie di teenagers in tutina. Non che ci sia nulla di male, ma non è davvero questo il caso. I temi ben più adulti e pungenti di questa storia-preludio avevano bisogno di un tocco più scuro e sicuro, in cui Deodato riesce senza problemi. L’uso carico di neri e ombre, di forte impatto emotivo, restituisce i toni di un racconto che è a tutti gli effetti un thriller politico, carico di ambiguità e opportunismi, e la scelta di dare volti noti – di attori reali del nostro mondo – ad alcuni personaggi cardine della storia non fa che aiutarci ancora di più a calarci nel realismo che vorrebbe trasmettere questo tipo di narrazione.
Narrazione a fumetti in cui, peraltro, Deodato vince facile, lavorando mirabilmente tanto all’efficacia di certe scelte registiche quanto alla costruzione della gabbia.

Arriviamo al dunque, allora, al momento in cui si devono tirare le somme.
Partiamo dicendo che giudicare, ergendosi a critici del potenziale gusto altrui, è un atto quantomeno presuntuoso e che rischia di sfociare in un’imposizione tirannica del proprio (gusto) su quello del prossimo. E diciamolo, trattandosi di una storia che parla proprio di combattere le mentalità assolutiste al potere e i fascismi, mettersi noi a sentenziare su cosa approvare e cosa no sembrerebbe quantomeno di cattivo gusto.
Cosa ci resta, allora?
Resta la lettura di un fumetto nuovo nel senso più metaforico e ottimista, un volume decisamente interessante che apre una finestra su un universo, in parte presentato ma ancora tutto da scrivere, leggere, e scoprire, che potrebbe rivelarsi quanto mai rinfrancante, specialmente in un orizzonte come quello fumettistico in cui chiudersi, o limitarsi all’abitudine e al clichè, non è mai la scelta giusta né quella augurabile. Specialmente per i lettori.
Speriamo allora che questo nuovo cosmo di storie presentato dalla AWA ci riservi ben più di qualche, pur piacevole, sorpresa.

Buona lettura!

Recensione di Simone Ishvard Leonetti

Una pandemia ha mietuto centinaia di milioni di vittime in tutto il mondo, ma ha anche dotato alcune migliaia di persone di poteri incredibili. Saranno la causa di nuove sciagure o, invece, l’ultima speranza della Terra? Il grande ritorno al mondo dei comics di J. Michael Straczynski, creatore di Babylon 5, che insieme a Mike Deodato Jr. getta le basi per un nuovo, spettacolare universo narrativo.

The Resistance – Benvenuti nella Resistenza sarà disponibile in fumetteria dall’11 febbraio!