Trova e distruggi: Battle Report di Warhammer 40,000

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Dopo il successo della nostra Megabattle di Warhammer 40,000 abbiamo deciso di farne subito un’altra, mandando avanti la storia del pianeta Delphis e delle forze del Caos che lo assediano. Qui potete trovare un riassunto romanzato della battaglia, accompagnato dalle foto ritoccate della bravissima Erika!

LUCIUS – DESERTO RADIOATTIVO DI DELPHIS QUINTUS

L’Eterno si leccò voluttuosamente le labbra osservando lo schieramento nemico. Il verde scuro dei Dark Angels e il rosso acceso dei Blood Ravens si stagliavano di fronte alla sua orda maledetta, pronti a uccidere e farsi uccidere, uno spettacolo assai gradito al Campione di Slaanesh. Stava quasi per dare l’ordine di avanzare, quando il Ciclope lo contattò mentalmente. Come sempre, Lucius combattè fra l’irritazione per quella intrusione irrispettosa e la gioia di poter condividere con qualcun altro i suoi pensieri lascivi.

Il tuo compito è chiaro, Eterno: trattieni i cani dell’Imperatore. I miei servi troveranno quello che cerchiamo.
Potrebbe essere ovunque, oh Primarca – Lucius usò appositamente il tono più servile possibile, in un atto di scherno – non sappiamo nemmeno esattamente di che si tratti. Ci potrebbero volere giorni…
Sei davvero convinto che esista qualcosa che io non sappia? Fai il tuo lavoro. Lascia a me questo compito.
Agli ordini! Sarò obbediente e spietato come un mastino… o dovrei dire un Lupo?

Magnus uscì dalla sua mente. Provocare un Primarca era decisamente rischioso, ma Lucius non era riuscito a resistere alla tentazione di ricordargli il Sacco di Prospero. Se Magnus si era infastidito, era un problema suo.

Figli dell’Imperatore, avanzate! – urlò tramite il suo vox personale – Voglio spiccare la testa di Azrael prima di sera!

C’HARON BRAGIA, EMISFERO NORD DI DELPHIS

L’Arci-Tecnomante era nervoso. Non era preoccupato dalla produzione, che continuava a gonfie vele superando addirittura dello 0.15% l’approvvigionamento previsto. Non era nemmeno infastidito, non troppo almeno, dalla presenza totalmente inaspettata del piccolo drappello Tau giunto nella notte, e dall’Etereo che prometteva alleanza a patto di sconfiggere un nemico che aveva già devastato la loro flotta: gli Xeno erano talmente pochi da non risultare una minaccia ed erano sorvegliati a vista. No, a preoccuparlo era la calma degli ultimi giorni. Avevano respinto gli attacchi della Death Guard per settimane, e ora più nulla. I suoi tecnologos suggerivano solo due possibili soluzioni: il nemico aveva abbandonato l’obiettivo, o si stava radunando per attaccare in forze. E la costante sparizione delle pattuglie Rustwalker mandate in esplorazione suggeriva la seconda ipotesi, con un margine di sicurezza del 91.17%

Le probabilità aumentarono pochi secondi dopo, quando la neve iniziò a sciogliersi per fare spazio a una poltiglia verdognola che ribolliva, solidificandosi in centinaia di Nurglini. Prima ancora che C’haron potesse comunicare i suoi ordini, i pestiferi demoni di Nurgle assalirono le linee dell’Astra Militarum distaccate a proteggere la raffineria.

Mortarion era tornato.

AZRAEL, DESERTO RADIOATTIVO DI DELPHIS QUINTUS

Mentre un altro Rhino esplodeva sul fianco sinistro, il Gran Maestro dei Dark Angels elaborò nello spazio di un’istante tre nuove strategie, due che prevedevano un assalto diretto e una più difensiva, optando poi per quest’ultima: uccidere il generale nemico, una tattica che avrebbe funzionato a meraviglia contro Cultisti e Orki, si sarebbe rivelata semplicemente un rischio inutile contro le esagitate forze di Slaanesh, e Azrael non era uomo da farsi muovere dalla superbia.

Squadra Hellblaster Lion’s Roar, tenete la posizione: mostrate a questi eretici la rabbia degli Angeli.

Una precisa scarica di plasma detonò la prima linea dei traditori, mentre il fuoco di ritorno di infrangeva innocuo sul campo di forza generato dall’Elmo del Leone. Li avrebbero sconfitti così, con la disciplina e la severità. Combattendo come uomini, non come bestie.

Azrael elaborò nuovamente il piano di battaglia rimuovendo le perdite dall’equazione, e si concesse uno dei suoi rarissimi sorrisi.

MAGNUS, DESERTO RADIOATTIVO DI DELPHIS QUINTUS

Come da previsione, il Guanto del Santo era esattamente dove previsto. I Brimstone lo sollevarono dalla terra, incrostato da anni di abbandono, ma il Primarca sapeva bene cos’era. Il suo compito qui era finito, tuttavia andarsene ora gli avrebbe procurato fastidi col Distruttore: affinchè il suo piano continuasse, serviva che Abaddon non smettesse di fidarsi di lui. Un fastidio, pensò il Ciclope, ma nulla di particolarmente complesso.

Mosse la mano e pronunciò formule arcane, atte ad aumentare il coraggio e la precisione dei Blood Ravens di fronte a lui: loro non ne erano coscienti, ma in quel momento avrebbero potuto centrare una mosca con un lanciamissili. Dopodichè pose fine alla loro vita con una semplice scarica warp, ma negli ultimi spasmi di vita i Marines fecero fuoco contro di lui. Abbassare all’ultimo le sue difese psichiche fu un gioco da ragazzi.

I colpi laser trafissero il suo corpo (davvero?) e Magnus urlò di dolore.

Lucius… sono ferito… un colpo fortunato… devo ritirarmi, lascio tutto in mano a te!

E scomparve nel Warp.
Come erano facili da ingannare, questi mortali.

LORD FELTHIUS, EMISFERO NORD DI DELPHIS

Presto, presto… – sussurrò Felthius, esortando i suoi Terminator a sbrigarsi nonostante l’evidente lentezza delle loro corazze.

I Nurglini avevano perfettamente svolto il loro ruolo, infettando e rallentando la linea di fuoco imperiale. Prendere la raffineria sarebbe stato un gioco da ragazzi, e Mortarion stesso gli avrebbe detto che era bravo… un bravo servo fedele. Felthius ridacchiò, pensando alla mano del Primarca che carezzava la sua testa calva inondandola di pus e larve.

I sogni di gloria del signore della peste si interruppero bruscamente però: dalla tormenta di neve uscì una formazione di Knight in assetto da guerra, furiosi e vendicativi. Poteva vedere i suoi uomini bruciare e i suoi demoni venire ricacciati indietro. Inoltre c’erano dei… Tau? Ne riconobbe facilmente i colori: li avevano già uccisi, quelli! Erano dunque riusciti a scappare?

Poco male, pensò. Anzi, meglio. Avrebbe ucciso anche loro, e la sua ricompensa sarebbe stata ancora maggiore.
Tornò ad esortare i suoi, sbavando bile mentre si lanciava contro le enormi macchine da guerra nemiche.

GABRIEL ANGELOS, DESERTO RADIOATTIVO DI DELPHIS QUINTUS

I suoi uomini avevano abbattuto Magnus. Gabriel si concesse un breve momento di orgoglio, prima di tornare a combattere.

I Brimstone stavano trasportando qualcosa: evidentemente, Tigurius aveva ragione. Stavano davvero cercando qualcosa, una sorta di… guanto? Nemmeno la sua vista potenziata poteva vedere così lontano. Tuttavia, non gli serviva una vista perfetta per sapere che se il Caos voleva qualcosa, era suo sacro dovere impedirgli di prenderla. Diede ordine ai suoi uomini di cancellare quegli abomini dall’esistenza, e così venne fatto. Quello strano artefatto sarebbe stato recuperato dagli Astartes, oppure da loro distrutto.

KHARN, DESERTO RADIOATTIVO DI DELPHIS QUINTUS

Il Traditore spiccò un’altra testa. Blood Raven? Dark Angel? O uno dei suoi stessi uomini? Non ne aveva idea, e non gli importava. La nebbia rossa che avvolgeva la sua mente gli imponeva solo di uccidere, e così avrebbe fatto.

Era solo vagamente conscio che la loro era una missione di recupero, ma sapeva che l’Eterno e il Ciclope se ne sarebbero occupati. Il suo era un compito diverso, un compito che portava a termine con efficienza da più di diecimila anni. Gli sembrò, con la coda dell’occhio, di scorgere il Lord of Skulls della legione muoversi lontano dalla battaglia. Perché lo faceva? Il dubbio gli rimase solo per mezzo secondo, poi tornò a massacrare feccia lealista.

C’HARON BRAGIA, EMISFERO NORD DI DELPHIS

La mente analitica di Charon confermava quello che era ovvio a chiunque: avevano vinto.

Il supporto di fuoco degli Xeno, unito a quello del Mechanicus e alla potenza dei Knight, aveva spezzato le linee nemiche e smorzato il loro impeto. Gli stregoni del Caos avevano tentato, in un impeto di rabbia, a distruggere la raffineria ufficiando un empio rituale, ma erano caduti sotto i colpi degli archibugi Transuranici degli Skitarii. Bragia non aveva mai capito perché gli Astartes perdessero tempo ad addestrare i Librarian per contrastare il Warp: una volta privato della testa, nessuno può pronunciare formule magiche.

La raffineria era sicura e la Death Guard si stava già ritirando. L’arci-Tecnomante non era un guerriero e ignorava come la battaglia stesse andando globalmente, ma il suo lavoro non avrebbe subito intoppi. E tanto bastava.

LUCIUS, C’HARON BRAGIA, EMISFERO NORD DI DELPHIS

Quindi è questo – disse l’Eterno sollevando il guanto incrostato. – Sembra roba da poco.
Il mio signore sostiene che ci darà la vittoria! – rispose il Principe Demone Tz’ank Gurbaz.
Ma chi, Magnus? Che è stato abbattuto nei primi istanti della battaglia?
Nemmeno il Ciclope può vedere tutte le trame del fato, una casualità può sempre cap…
Si, chi se ne importa. Bene, abbiamo quello che volevamo e il nemico è in fuga. È stato un giorno glorioso!
Non grazie a te, Eterno. Il tuo contributo alla battaglia è stato… modesto.
Lucius scoppiò in una risata acida. – Mi annoiavo. Azrael non si faceva vedere, e non vi erano nemici alla mia altezza per cui impegnarmi.
Tuttavia hai abbattuto quel Dark Talon… una impresa ammirevole, riuscire a colpire un caccia con una frusta.
Mi aveva sorvolato. Nessuno mi mette in ombra, demone. Ricordalo. NESSUNO.

Il Demone annuì, ritenendo inutile continuare a parlare col vanesio campione. Cosa ne sapeva quell’idiota di quanto il piano di oggi fosse elaborato? La finta sconfitta del Primarca, la manipolazione del demone all’Interno del Lord of Skulls affinchè custodisse la reliquia… tutto era stato predetto da Magnus. Tutto. Eccetto quella raffineria… Mortarion avrebbe dovuto conquistarla con facilità. Non che avesse importanza: in una battaglia enorme come quella, quanto avrebbero potuto influire alcuni pulciosi barili di Promethium?

No, non c’era nessun motivo per preoccuparsi: tutto andava bene. La conquista di Delphis procedeva bene. Nessuno avrebbe potuto fermare le trame di Tzeentch, nè uomo nè dio.

Assolutamente nessuno.