War of the Spark Insight – 10 carte che ci hanno convinto prima e dopo il prerelease!

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It starts with…

All I know…

It’s so unreal…

Watch you go…

 

War of the Spark è finalmente uscito. Come a qualcuno avrà ricordato la Liliana che brucia qui sopra, il nuovo set è ambientato su Ravnica e racconta la guerra tra i Planeswalker uniti e Nicol Bolas. Long story short, Bolas vuole tornare ad essere un dio, ha messo insieme un esercito di non morti su Amonkhet, un portale interplanare su Kaladesh, il Sole Immortale (che impedisce ai Planeswalker di saltare dal piano su cui si trova a un altro) e il contratto con cui possiede la più temibile necromante del multiverso: Liliana. Una volta minacciata Ravnica, Ral Zarek ha attivato il faro Izzet per chiamare a raccolta tutti i Planeswalker, tutti caldamente finiti nella trappola di Bolas. Ora il drago eterno deve solo rubare le loro scintille per arrivare al suo scopo: tornare ad essere un dio.

Cosa c’entra questo cappello introduttivo con l’articolo che sto scrivendo?

La guerra dei Planeswalker ci presenta per la prima volta nella storia un’espansione con un tema dominante: i Planeswalker! Troviamo per la prima volte dei Planeswalker di rarità non mitica, ma anzi rari e non comuni.

Grazie allo sviluppo di questo tema (ma non solo) il power level del set sembra essere discreto, sicuramente offrendo molte carte interessanti, ovviamente da inquadrare. In quest’articolo ho deciso di seleziona 10 carte che mi hanno impressionato, non necessariamente le più forti dell’espansione, ma quelle che io valuto possano avere (a mio parere e gusto) un impatto positivo su alcuni formati. Ma bando alle ciance, iniziamo con:

 

Kasmina, Enigmatic Mentor

Kasmina è uno dei precedentemente nominati Planeswalker uncommon, che hanno come particolarità di avere semplicemente un’abilità statica e un’abilità che rimuove loyalty (quindi nessun + e nessuna ultimate).

Questo planeswalker ricorda un po’ nel design il vecchio Jace, Cunning Castway (che è stato anche giocato in mono blu nell’attuale formato).

L’abilità statica di Kasmina è tutt’altro che irrilevante (in prims perché si “protegge” da sola) e la rende un’ottima aggiunta nei mazzi creature heavy come appunto monoblu. La sua abilità di creare 2/2 e filtrare la pescata la rendono esattamente il tipo di Planeswalker interessante per l’Endgame di questi mazzi che di solito tendono a spegnersi. Mi sembra un Planeswalker che potrebbe farcela in standard, sicuramente con un design interessante.

 

 

 

 

Fblthp, the Lost

Iniziare con due carte blu mi fa un po’ sentire a disagio, ma chi mi conosce sa che non sono quel tipo di persona (o sì?).

Il buon Fblthp (che si legge Fibblethip! – protagonista di una carta di Gatecrash che è Totally Lost) è una carta che introduco perché lascia molto spazio di lavoro in Modern (non necessariamente in quello attuale).

Partiamo dalle sinergie ovvie, ovvero Collected Company e Chord of Calling, che già potrebbero bastare per dargli un posto nel formato, quest’omino fatto dalla mano è un Elvish Visionary, che se per caso salta dal mazzo fa Divination gratis. Che sia sufficiente?

In Standard, invece, c’è Prime Speaker Vannifar che potrebbe trasformare Elfi di Llanowar in nuove carte di Magic. Per non parlare di chi lo inserisce in build strane come semplice cantrip (il ragazzo ha il merito di triggerare Teshar ad esempio…).

 

 

 

 

Finale of Promise

Qualsiasi cosa stia facendo Bolas nell’art di questa carta, a mio modesto parere sta funzionando.Mettiamo un attimo da parte l’ultima parte del testo che mi sembra che possa verificarsi difficilmente in partite normali – ma su Arena tipo sempre – questa carta permette a un costo tutto sommato moderato di lanciare fino due magie dal cimitero.

Analizziamo i vari scenari: se il cimitero è vuoto questa carta è senza testo, se abbiamo al cimitero solo istantaneo o solo stregoneria è Mission Briefing nerfata, se ci sono un istantaneo e una stregoneria stiamo facendo due spell con una carta. Qui faccio un piccolo excursus matematico: quanto fa 2 + 1? Nel matematica Euclidea fa 3, nella matematica dello Standard (e del Modern) 2 spell + 1 spell fa Arclight Phoenix. Non so chi sta leggendo ma il pensiero è immediato: questa carta permette di rianimare fenice senza dover giocare 3 cantrip in un turno, ma con una singola carta. Diciamo che farla a 3 mana per rifare looting e serum vision potrebbe essere già buono in Modern, in standard ci prenderemo Shock e Opt, o probabilmente la faremo a 4.

La carta ha un forte potenziale, permette di fare 2 removal in un turno che è una cosa fortissima in qualsiasi mazzo in Standard, senza contare altri strani abusi che sicuramente qualcuno inventerà. (comunque diciamo che un’altra cosa potevano scrivercela, che così è ancora troppo corto l’effetto, no?)

 

Ral’s Outburs

Parto con una riflessione: a un mana in meno era Modern playable. Non so quanto tempo è che non vedo una carta così bella nel design in Standard. Questa carta rispecchia perfettamente i suoi 2 colori oltre ad avere un effetto tutt’altro che scarso: card selection mentre rimuove una minaccia. Anche nei mirror di controllo è discreta, poiché quell’any target permette di fulminarci Planeswalker e giocatori.  Sempre, tutt’altro che banale, la carta che non prendiamo la macina, ergo permette di sfruttare le sinergie col cimitero (tipo con la carta rossa qui sopra o con Archlight Phoenix).

“Time to find the melting point of lazotep” credo sia una delle mia flavor line preferite.

 

 

 

 

 

Nissa, Who Shakes the World

Le similitude tra questo planeswalker e Teferi quello bello sono parecchie (questo non vuol dire che ce la faccia essendo totalmente in altri colori) però parliamone.

Nonostante possa sembrare solo una carta da Monogreen strategies o Ramp strategies, secondo me Nissa potrebbe essere un valido supporto in mazzi midrange. Innanzitutto il suo primo effetto fa “scopa” con Hydroid Krasis (come se servisse) anche se effettivamente questi mazzi non giocano un’infinità di foreste (ma sicuramente le shockland vanno bene). L’effetto di animare una terra lo conosciamo ed è sempre stato buono, il fatto che la stappi permette anche di castare una nuova spell (se stappiamo una Shockland con tipo Forest possiamo chainare Negate o Cast Down – Teferi scansate). Il fatto di dare vigilance alla terra è un ulteriore upgrade che permette di menarci e chainarci una spell. L’ultimate non è forte come siamo abituati, ma se abbiamo un esercito di terre animate, tanto tanto che potrebbe farcela. Questa carta fa un sacco di cose, vedremo se troverà posto.

 

 

 

Tolsimir, Friend of Wolves

Io sono un fan del buon Tolsimir da quando è stato stampato il primo in Ravnica: City of Guilds. Chiaramente questo e il suo predecessore hanno davvero poco in comune.

Costo di mana 5, per 6 totale di power diviso su due body. La sua etb ability è tutt’altro che scarsa, non solo da un lifegain, ma permette anche di rimuovere un body dal board avversario. Se dovessi pensare a una carta simile, mi viene in mente Huntmaster of the Fells. Chiaramente il ragazzo non è Huntmaster, ma rende bene il paragone: bilanciata il giusto, non mi sorprenderei di vederla in qualche mazzo standard, anche se si gioca il posto con carte di altra taratura (vedi Lyra).

Non ci sono wolves da exploitare come sinergia (eccetto Arlinn che esce in questa edizione, ma che insomma, bella non glielo dice neanche la madre), ma chissà se un domani non possa anche migliorare questa carta.

 

 

 

 

Angrath’s Rampage

Io sono un fan delle carte versatili e questa carta è veramente molto versatile.

Partiamo da un dato di fatto: tutti e 3 gli effetti singolarmente su una sorcery non sono buoni abbastanza da rendere una carta playable. Averli ammassati così su una singola carta è invece, tutto un altro paio di maniche.

La dimensione che darei a questa carta è quella del Modern, poiché offre a mazzi tipo Death Shadow o o Jund la possibilità di gestire minacce tipo Teferi o un Bogle molesto senza dedicarci uno slot apposito.

Possibile che faccia troppo poco? Chiaramente da valutare, ma io non disdegno mai le utilities e in questa mia insight sul set sto cercando di guardare le carte che danno una dimensione di playability diversa dal semplice “è rotta”. Chiaramente ha buona chance di farcela anche in standard (sacrificare un PW a 2 mana è un effetto non da buttare in un formato dove ce ne sono molti forti).

 

 

 

Feather, the Redeemed

Mentre io cerco combo non funzionanti con Karn Temporal Sundering, voi focalizzatevi su questa carta per quello che è: stats pushate per il costo, abilità media forse, ma exploitable.

Nel set c’è Defiant Strike, che già di suo potrebbe essere sull’orlo del barely playable (calcolando che c’è anche un pezzo con “heroic” senza averlo scritto sopra esplicitamente), ma che insieme a questa fa i numeri. C’è +2/+1 haste e scry1, c’è anche semplicemente slammare un 3/4 Flying di terzo e dire “pensaci tu”.

Aggiungendo appunto il suddetto Tenth District Legionnaire e, sempre nel nuovo spoiler, Dreadhorde Arcanist, inzio ad avere il sentore che potremmo avere una mezza base per una shell. Alla fine bianchino già li ha i pezzi e se il piano del mazzo è pompare con instant e sorcery, sicuramente Adanto Vanguard non stonerebbe. Sarà sufficiente? Ho scelto Feather come “bandiera” perché mi pare una buona carta anche senza puntare tutto sulle sinergie.

 

 

 

Saheeli, Subime Artificer

 

Quando stampano carte con l’effetto di Young Pyromancer mi è sempre difficile non prenderle in considerazione affatto. Non guardate Saheeli per la sua abilità con la Loyalty (che è media e molto situazionale), ma per il suo primo effetto: essendo i Planeswalker più complessi delle creature da rimuovere e non morendo lei da bolt, la sua abilità di fare token può essere munta multiple volte prima di doverla salutare. In un formato come lo standard non so quanto spazio ci sarà per lei, in modern l’arcinoto Izzet Phoenix potrebbe quasi renderla papabile (o forse in Storm per aggirare l’hate per il cimitero?)

La carta ha potenziale anche senza che le stampino il suo personale Felidar Guardian nuovo che, boh non ci siamo accorti, scomba e vince…

 

 

 

 

Liliana, Dreadhord General

Quanto sono romantico a chiudere con la carta con cui ho iniziato l’articolo? Vi ricordate quella scarsa di Vraska che fa i piratini? Ecco, uguale, ma meglio.

Partiamo dalla static ability, innanzitutto è una carta che permette di fare del buon value il turno in cui la si casta, dato che rompe gli stalli sui board, permettendo di attaccare aggressivi into trade medi che si trasformano in ottimi perché ci danno carte.

La plus ability la rende on-woman-show, permettendole di proteggersi contro board non troppo affollati e di fare coast to coast su board vuoti. Nonostante la -4 sembri fiacca poiché simmetrica, in realtà è fortemente asimmetrica: in primis ribalta board medi da midrange (eg. board vuoto vs board con 2 pezzi), ma, anche fatta con due board pieni, ci permette di trasformare due pezzi irrilevanti in due carte nuove (la parte peggiore è che la manda a 2). Ultimate, mah, non so se è game winning, ma voi come la chiamereste?

 

 

Dopo troppe parole, mi accingo a chiudere questo pezzo. Carte fortissime ne abbiamo provate tante durante il weekend, ne ho lasciata fuori qualcuna? Ovviamente. Ma voi lettori, allora che ci siete a fare? In attesa di commenti che mi smentiranno o che mi suggeriranno la carta a cui ancora non ho pensato, chiudo questo articolo con una riflessio: War of the Spark è il set di Ravnica meno Ravnica-centrico della storia, ma ha in sé un enorme potenziale con i nuovi design che stanno esplorando. Io sono entusiasta all’idea di vederlo atterrare in Standard e spero di potermelo gustare in tranquillità al primo PTQ di questa stagione. E poi basta, perché al PT si giocherà il prossimo.


Stay tuned,

Il vostro più uncommon che mai Bisneff.