What a great time to be a Standard player!

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Salve Galacticos!

Finalmente il primo pro tour del tour del nuovo standard è terminato, ed è giunto il momento di dare un’occhiata all’evoluzione del nostro caro tipo 2.

Dopo la varietà riscontrata nei due GP precedenti, il Pro Tour Guilds of Ravnica ha ribadito la presenza e la validità degli archetipi già esplorati, ma ha inserito nella contesa un nuovo player, ovvero Boros Weenie, che grazie ad una conversion rate mostruosa tra Day 1 e Day 2, ha piazzato ben 6 esponenti fra i migliori 8 di Atlanta. Grazie alle liste e ai dati che mamma Wizards ci fornisce (https://magic.wizards.com/en/events/coverage/ptgrn) possiamo analizzare il metagame standard spogliandolo dei risultati della porzione limited. Tra le 155 liste presenti nel sito, ovvero tutte quelle che hanno totalizzato un record di 18 o più punti nella sezione standard, non troviamo nessuna eclatante sorpresa fatta eccezione della massiccia presenza di Boros Weenie, con quest’ultimo e Golgari a rappresentare circa il 43% del field, Izzet Drakes, Mono Red e Jeskai control un 35% diviso pressoché equamente e Selesnya, Boros Angels, Mono U ed Esper a completare il quadro.

Uno, Nessuno, Centomila

La prima cosa che balza agli occhi quando si scorrono le liste di questo pro tour, e che forse è ciò che rende questo standard il più “vivo” degli ultimi anni, è che all’interno di ogni singolo archetipo ci sono innumerevoli variazioni, che spaziano da un approccio totalmente diverso del deck alla semplice ma decisiva tech-card. I giocatori di Golgari vivono questa situazione quasi dall’uscita dell’espansione, essendo sempre alla ricerca della build perfetta. Wildgrowth Walker è sempre al centro della discussione, una carta che avrebbe sicuramente ben performato con il senno di poi, ma che ad esempio è un bersaglio atroce per i chupacabra nel mirror, così come Doom Whisperer. The immortal Sun sta progressivamente lasciando spazio ai vecchi cari planeswalkers, Vivien su tutti, ed ai Carnage Tyrant, mentre Midnight Reaper sta acquistando popolarità grazie al valore che esprime contro Jeskai control e nel mirror. Boros Weenie, dopo le prime apparizioni su MTGO nei giorni precedenti al Pro Tour, si è presentato con due valide varianti, che si differenziano prevalentemente nella scelta o meno di Heroic Reinforcement e quindi se rinunciare del tutto o no al rosso main deck, mentre tutti sono sembrati d’accordo nell’adottare Experimental Frenzy + Aurelia + Tocatli come piano di side. In casa Izzet e Jeskai invece le tradizioni sono importanti, ma soprattutto i draghi. Infatti se i primi erano già consci della forza di una creatura x/4 che può bloccare bene o chiudere una partita in una combat phase, i giocatori di Jeskai sembrano essere attratti di nuovo dal pacchetto Crackling Drake – Niv Mizzet. Non da sottovalutare la felice intuizione di inserire Murmuring Mystic in UR, carta che aiuta in qualche misura contro aggro e nel mirror.

Rock, Paper, Scissor?

Vi do subito il mio umile parere: No.

Fortunatamente il mondo è pieno di fantastiche persone che portano alla luce la matematica e la statistica che c’è dietro ogni singolo evento di Magic, dandoci l’opportunità di valutare meglio le informazioni a nostra disposizione. Se vediamo gli incroci fra le 155 liste che abbiamo evidenziato possiamo farci un’idea generale di come siano i vari match up. I risultati più evidenti sono quelli di Mono R contro Boros Weenie (11-3 in aggregato) e Izzet Drakes contro Mono R (9-3), che sembrano mettere il deck in una posizione molto delicata e dipendente dal metagame del field nonché dagli incroci. Izzet sembra essere un deck che invece non soffre l’effetto carta-forbice-sasso a meno che non si prenda in esame anche Boros Angeli, contro il quale il deck ha registrato uno score negativo di 1-5, mentre Jeskai non sembra mostrare nessuna evidente debolezza con il 50% di win rate circa in tutti i match up. Discorso differente invece per Golgari che è risultato senza dubbio il deck più sotto tono, chiudendo con rate negativi, seppur non abissali, quasi tutti i matchup, evidenziando le solite difficoltà contro Izzet Drakes e trovandosi con un acerrimo nemico in più come Boros Weenie.

Metagaming the Metagame

Tolto l’eclatante caso di Mono Red, i mazzi sembrano potersi dare battaglia ancora a lungo senza far emergere un vero e proprio vincitore incontestato, proprio per la natura unica di questo standard che può far assumere ad ogni archetipo mille facce differenti e quindi spostare il suo peso specifico sulla bilancia di ogni match-up. Infatti sembrano essere sempre più determinati le scelte che vengono fatte ancora prima di imbustare le fatidiche 75 che decideranno il nostro destino. Porteremo qualche Cast Down in più al prossimo torneo? Decideremo di aggiungere un Murmuring Mystic? Ci affideremo alle nostre capacità di previsione portando Boros Angels nella speranza di essere pairati con tutti gli Izzet della sala? Tutte domande lecite, che aggiungono fascino e difficoltà al nostro gioco di figurine preferito.

Ci tengo anche a ricordare che nonostante siano i dati di un pro tour vanno presi in maniera indicativa, visti gli innumerevoli fattori che influiscono in una partita di Magic, ma sono sempre un validissimo pretesto per scambiare due chiacchiere fra gentilmaghi. Quindi che tu sia Gorgone, Angelo o Fenice non ti rimane che venire fra i tavoli del Galactus!

Stay Magic!

Panco Frasquini